10 minuti è il titolo e al tempo stesso la durata del programma che va in onda dal lunedì al venerdì alle 19.30 su Rete 4. Il conduttore Nicola Porro (nella foto) assomiglia ad un professore che tiene quotidianamente la propria lezione seduto ad un grande tavolo rotondo che funge da lavagna dove egli con un pennarello schematizza quanto è avvenuto nella giornata politica.
Con la telecamera che la inquadra dall’alto si possono benissimo notare su questa cattedra davvero originale le statuine dei leader mondiali da papa Leone a Trump, i quotidiani, un grande quaderno di appunti così come pure un libro che ha per autore lo stesso Porro.
Ogni giorno un esponente politico ricopre il ruolo dell’interrogato di turno che deve esporre al proprio insegnante quanto è comparso nell’agenda parlamentare o di governo. Sia la maggioranza che l’opposizione alternativamente sono chiamate a dare la propria versione dei fatti.
Alle spalle del conduttore compare il panorama serale di una città illuminata mentre lungo le pareti dello studio sono posti degli essenziali scaffali simili a quelli di una biblioteca sulla quale in modo casuale trovano collocazione alcuni volumi. La breve lezione televisiva compresa di verifica orale per vedere se lo studente conosce la materia, in qualche modo intende fare il verso a Cinque minuti che Bruno Vespa conduce su Rai 1 subito dopo il tg.
La breve durata della trasmissione è al tempo stesso un limite perché impedisce l’approfondimento, ma al tempo stesso è anche uno sprone che costringe a non perdersi in chiacchiere e ad andare subito al centro del problema.
Il presentatore, che è abituato sia sulla carta stampata che sul piccolo schermo ad occuparsi di politica, non nasconde le proprie idee rispetto all’andamento del Paese. Qualche inserto grafico a mo’ di recensione degli interventi di ministri e parlamentari aiuta poi ad inquadrare la vicenda di cui si sta parlando. Senza entrare nel merito delle diverse fazioni politiche, il format, con qualche venatura di populismo, così come ideato si rivela gradevole e interessante.
Il 5% di share rispetto alla concorrenza dei giochi preserali su Rai 1 e Canale 5 si può considerare un buon risultato. Di fronte ai lunghi teatrini delle trasmissioni politiche, Porro dimostra che possono bastare 10 minuti per fare informazione di sufficiente qualità.