Cambiate ora e canale, ma lo stile di Milo Infante è rimasto immutato

| DI Giuseppe Begnigni

Cambiate ora e canale, ma lo stile di Milo Infante è rimasto immutato
Alla fine di agosto, dopo la pausa estiva, Milo Infante (nella foto) è ricomparso in televisione su Rete 4 con la trasmissione Ore 11 che altro non è che la riproposizione di quanto fino all’anno scorso andava in onda su Rai 2 con il titolo simile di Ore 14
A parte il nome che doverosamente è stato modificato per indicare l’orario di messa in onda, tutto è rimasto identico: dalle tinte rosse e nere dello studio televisivo al ritmo incalzante della trasmissione, fino alla presenza dell’opinionista-tuttologa Monica Leofreddi che da parecchio tempo affianca il conduttore nelle sue trasmissioni. 
Il paio d’ore di intrattenimento scorre all’insegna della cronaca in tutte le possibili tinte, da quella rosa a quella nera, passando dal giallo, fino al dibattito politico con anche qualche nota di costume. Infante sfodera un timbro di voce che mette sempre agitazione: tutto quello che esce dalle sue labbra ha il sapore della drammaticità, dell’urgenza, di un pericolo immediatamente da sventare. Sempre in piedi con davanti i suoi ospiti ben allineati, tutte le pareti dello studio proiettano a dimensioni enormi immagini e collegamenti dall’esterno che vorrebbero aiutare i presenti e i telespettatori a sentirsi quasi fisicamente dentro la situazione che si vuole descrivere. 
Mediaset non ha fatto grande fatica ad accogliere questo esperto dell’informazione che ha portato con sé armi e bagagli, tutto quanto aveva messo in campo nella televisione di Stato, mentre lui stesso ha affermato di aver cambiato azienda a motivo di una crescita professionale che sembrava non arrivare presso la Rai. Ebbene, sotto l’egida di Pier Silvio Berlusconi non ho fatto altro che riproporre senza alcuna novità quanto già faceva. 
Nella prima settimana di programmazione la trasmissione ha oscillato attorno al 7,5% di share, toccando addirittura il 10%. Quasi il doppio di quanto riusciva a raggiungere la scorsa stagione nel primo pomeriggio. Il conduttore, dunque, parrebbe aver trovato in Rete 4 l’emittente giusta per lui, che da sempre privilegia un tipo di giornalismo immediato e popolare. Ogni notizia, ogni commento vengono trasformati in un talk-show. 
L’esasperazione su alcuni fatti di cronaca con una narrazione persistente rischia di trasformare l’attualità in una fiction senza fine. Infante alla fine dei conti ha compiuto un bel passo in avanti per quanto riguarda il seguito di pubblico, ma rispetto alle sue aspettative professionali è semplicemente retrocesso di tre ore rispetto a quanto già faceva prima.
Giuseppe Begnigni

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