Più che una biografia nel senso stretto del termine, una scrittura a più voci che trasuda una continua e profonda testimonianza di fede e di una – ancorché breve – luminosa esistenza. Quella di Federico Bazzan, bancario, educatore e animatore di Granzette (Rovigo) naturalizzato veronese in seguito al matrimonio con Sara Isolan, maestra d’asilo a Oppeano, scomparso a soli 26 anni a causa di un melanoma diagnosticatogli due anni prima.
Una storia che trova per la prima volta forma scritta nel volume dei giornalisti Emilia Flocchini e Matteo Liut (responsabile delle pagine di informazione religiosa di Avvenire) intitolato Federico Bazzan. Le stagioni della felicità, che si fregia altresì dei contributi del vescovo di Adria-Rovigo monsignor Pierantonio Pavanello, e del nostro vescovo Domenico Pompili. Quest’ultimo, nella prefazione, già anticipa i lineamenti essenziali del giovane laico: “In queste pagine – osserva monsignor Pompili – la famiglia, l’amicizia, il lavoro, la parrocchia, l’amore, la malattia diventano la scrittura di un’esistenza che non hai mai smesso di cercare la propria pianezza”. E a dirlo sono anche quelle stagioni evocate nel titolo del libro, che Federico aveva assurto a metafora del proprio cammino nonché messo in scena in uno spettacolo allestito insieme ai suoi “Clown4” (ragazzi del gruppo animazione). Una scelta felice, secondo Pompili, perché “le stagioni non si giudicano né si commentano: si attraversano. Ognuna ha la sua luce e la sua ombra, la sua promessa e la sua perdita. Quello che cambia è il modo in cui si abita”.
La vita di Bazzan è qui ripercorsa come un mosaico di tessere, composto cioè da una pluralità di voci, ossia di testimonianze dei suoi primi formatori, di amici, di congiunti, ma anche da pensieri fermati nero su bianco dal medesimo Federico, che nella sua postura ci ricorda altri giovani santi o vocati alla santità come Carlo Acutis o Chiara Corbella Petrillo. Fin da ragazzo emerge un carattere mite, accogliente, sempre attento agli altri, che è quanto narrato nel capitolo dell’Estate. Mentre l’Autunno indica la stagione dell’amore, quindi della preparazione al matrimonio con Sara. Anche difronte all’infausta diagnosi, giunta proprio a un anno dalle nozze, invece di perdere la speranza, il giovane decise di sposare i valori cristiani forte della propria fede e dell’affetto di tante persone, tra cui don Oreste Benzi.
Il libro, che traccia un profilo vocato all’imitabilità consigliato a tanti giovani di oggi, sarà presentato domenica 5 luglio nella parrocchia di Oppeano alle ore 19, dopo la Messa, in presenza degli autori, del Vescovo e della famiglia Bazzan.