L’altra Africa, oltre crisi e stereotipi protagonista del proprio futuro

L’altra Africa, oltre crisi e stereotipi protagonista del proprio futuro
Con Le ali dell’Africa Alberto Magnani, giornalista de Il Sole 24 Ore, restituisce al “continente nero” la sua complessità contemporanea, sottraendola a due deformazioni speculari e ugualmente riduttive: l’esotismo narrativo e il pietismo emergenziale. L’Africa che emerge non è uno spazio immobile, condannato a una crisi perenne, ma un sistema attraversato da tensioni, trasformazioni, conflitti e ambizioni che hanno radici storiche precise e implicazioni globali. Magnani rifiuta un racconto per immagini isolate (la guerra, la carestia, il colpo di Stato) e lavora invece per processi. Ogni crisi viene inserita in una trama più ampia fatta di rapporti di forza economici, diseguaglianze sociali sedimentate, scelte politiche interne e interferenze esterne. È un giornalismo che rinuncia alla scorciatoia emotiva per affidarsi alla ricostruzione strutturale, con l’obiettivo dichiarato di “normalizzare” l’Africa: non renderla rassicurante, ma leggibile con gli stessi strumenti analitici che si applicano a qualunque altra area del mondo.
Il libro attraversa Paesi, settori e snodi simbolici: dal Sudafrica post-apartheid, dove la fine della segregazione razziale non ha scalfito una diseguaglianza economica tra le più alte al mondo; alle guerre dimenticate, come quella sudanese esplosa ben prima di catturare l’attenzione dei media occidentali. Magnani mostra come ciò che spesso viene etichettata come “povertà” sia in realtà una questione di distribuzione delle risorse e di accesso al potere. L’esempio dell’industria vinicola sudafricana, settore rimasto per decenni saldamente in mano a una minoranza bianca, diventa così una lente efficace per raccontare la persistenza di strutture economiche ereditate dal passato coloniale e segregazionista.
Un altro asse centrale del libro è la cosiddetta “maledizione delle risorse”, un problema strutturale che molti Paesi stanno cercando, con esiti alterni, di affrontare. Dalla Nigeria che prova a raffinare in casa il proprio petrolio, al nuovo “sovranismo delle risorse” che spinge governi e giunte militari a rinegoziare contratti e licenze, il continente appare attraversato da una crescente rivendicazione di autonomia economica. Resta aperta la domanda decisiva: quanto di questo maggiore controllo si tradurrà in benefici concreti per le popolazioni?
Le ali dell’Africa non offre soluzioni facili né mappe rassicuranti. È, piuttosto, uno strumento critico per leggere il presente e il futuro del continente fuori dagli automatismi dell’informazione occidentale. Un libro che chiede al lettore di abbandonare stereotipi consolidati e di accettare l’idea di un’Africa protagonista, nel bene e nel male, delle proprie traiettorie. 

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