Aprire la propria casa all’accoglienza è una scelta che ha alla base la carità

Aprire la propria casa all’accoglienza è una scelta che ha alla base la carità
Li incontravano con la disperazione di chi doveva tornare a Ventimiglia, dove c’è la casa di Loredana, in pensione dopo 43 anni passati a fare l’infermiera, moglie di Filippo, artigiano edile.
Una sera d’estate, mentre stanno assistendo a un film all’aperto nella sede della Scuola della Pace di cui sono soci, i due coniugi ricevono un messaggio sulla chat di gruppo: tra i disgraziati abbandonati dopo la chiusura, il 31 luglio 2020, del Parco Roja, centro gestito dalla Croce Rossa per l’accoglienza di stranieri disposti a tutto per valicare il confine a 7 chilometri con la Francia, c’è un ragazzo che cammina a stento perché ha una gamba con una valva gessata. Ha 23 anni, è tunisino, si chiama Houssine.
Houssine è stato il primo ad essere ospitato nella casa di Loredana e Filippo, ultimi una famiglia di giovanissimi eritrei con una bimba di pochi mesi. Di loro e delle oltre 800 persone accolte nella propria abitazione, Loredana Crivellari ha selezionato una ventina di storie e le ha narrate in Gesù dorme nel mio garage
Le novanta pagine del libro, però, raccontano pure di come Loredana e Filippo, rispondendo all’imperativo di “prendersi cura degli altri, di chi è o passa vicino a noi” abbiano aperto le porte della loro casa da “dilettanti allo sbaraglio”. “Non sapevamo se i buoni propositi sarebbero bastati, ma siamo partiti, avviandoci lungo una strada ignota, certi solo di voler offrire quello che potevamo”, compreso il garage “per riuscire a ospitare più persone contemporaneamente”.
Già, le persone. Questo vocabolo ricorre spesso nel testo per indicare quel che sono: esseri umani indipendenti da certi schemi mentali difficili da smantellare. “Tu ti aspetti che le persone (in generale) siano o agiscano in quel certo modo che tu ritieni adeguato ma non è per nulla scontato. E allora? Allora ti può capitare che le tue ospiti non corrispondano alla tipologia ‘donna-fragile-in cerca di futuro’ ma siano due prostitute dall’aria scaltra e dal comportamento disinibito, oppure ti può capitare che i due ragazzi afgani che hai portato a casa abbiano occhiaie chilometriche non perché distrutti dal viaggio, come tu pensavi, ma dall’astinenza da sostanze”. Anche costoro hanno trovato rifugio nella casa di Loredana e Filippo: alcune per una notte, altre per qualche settimana. Molte sono rimaste in contatto, poche se ne sono andate senza neppure salutare. Ma aiutare veramente le persone “richiede la sospensione del giudizio. Se giudichi, classifichi, incaselli, ma non ti apri all’altro così com’è, non stai facendo accoglienza”.
Gesù ha dunque dormito nel garage della casa di Loredana; perché alla base dell’accoglienza c’è la carità e questa altro non è che “amore gratuito e disinteressato”, come spiegato nell’introduzione del libro.
Antonio Mazzei
© Riproduzione Riservata

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