Non appena viene conosciuto, Agostino sa mettere sempre a proprio agio un po’ tutti. Giovani e adulti, dei quali, sotto molti aspetti, è uno specchio. Come vedremo, infatti, ha condotto una vita giovanile non dissimile da quella di tanti nostri ragazzi, adolescenti e giovani: sbrigliata, dissipata e, persino, scapestrata. Ma poi, grazie alla conversione, ha avviato una vita esemplare per giovani che intendono cambiare vita e per adulti tentati oggi di lasciarsi travolgere dalla mondanità. Mi permetto di segnalare in Agostino un terreno culturale propizio per un dialogo, magari serrato e appassionato, tra le varie generazioni culturali oggi viventi, da quelle che risentono ancora della cristianità, fino alla generazione Z e oltre, figli del digitale e dell’Intelligenza artificiale. È vero che appaiono, e forse lo sono, mondi lontani anni luce nei riguardi del modo di concepire il vivere sociale. Tuttavia, nella sua essenza e nelle sue esigenze esistenziali, la natura umana non si è alterata, ma semplicemente modificata, cioè cambiata nella sensibilità e nei comportamenti. L’uomo, però resta uomo. E solo quando viene a conoscere i valori che lo rendono autentico e si sforza di assimilarli, si ritrova felice nel suo animo. Molti di tali valori, che appartengono al patrimonio dell’umanità di tutti i tempi, ci vengono confidati da Agostino, come da un amico affidabile e simpatico. Ai giovani e agli adulti offre un patrimonio valoriale in gran parte condivisibile da entrambe le parti, quanto meno un terreno interessante di possibili confronti. Penso in particolare al valore della libertà, della pace, della sensibilità verso i poveri, della vita interiore, della bellezza, della resilienza, della forza della mente umana, della socialità, della giustizia, della sobrietà. Persino temi come quelli che riguardano Dio, Gesù Cristo, la Vergine Maria, la Chiesa, l’escatologia (la morte, il Paradiso, il Purgatorio, l’Inferno, la risurrezione)… potrebbero attivare un desiderio di confronto. Ma, si obietta, Agostino è difficile! Non è detto, specialmente in certi suoi scritti. Se di fatto Agostino si faceva capire dalla sua gente, costituita prevalentemente da agricoltori, pescatori, pastori, piccoli commercianti, possiamo dubitare che non sia capibile dalla nostra gente, dai nostri stessi giovani, oggi assai più colti di un tempo? Certo, i suoi scritti non sono la narrazione di un romanzo rosa o di una serie di favole. Ciò che ci offre Agostino è nutrimento per lo spirito, non divertimento per le orecchie. Sono uno stimolo avvincente a riflettere sul senso del vivere.
† Giuseppe Zenti
Vescovo emerito di Verona