Dante sta contemplando la candida rosa, su cui svolazzavano come api gli Angeli, i quali, provenienti da Dio, portavano ai Beati della candida rosa la pace e l’ardente amore. Tutti i Beati avevano gli occhi fissi su un punto, su Dio uno e trino. Dante passa in rassegna lentamente cerchio per cerchio i Beati, sui quali spirava carità e un bel sorriso. Ma per saperne di più si rivolge a Beatrice, che però era scomparsa. Al suo posto vede accanto a sé un vegliardo, san Bernardo. Gli chiede dove è finita Beatrice. Dopo avergli notificato la premura di Beatrice nel consegnare a lui il compito di far rivolgere Dante a Maria, la indica, là in alto, nel terzo ordine di Beati. Dante alza gli occhi e la vede incoronata dei raggi della gloria eterna. Rivolgendosi direttamente a Beatrice, riconosce in lei una sovrumana benevolenza per essersi interessata di lui fin dal suo ingresso nel Limbo e di averlo strappato dalla schiavitù del peccato: “Tu m’hai di servo tratto a libertate / per tutte quelle vie, per tutt’i modi / che di ciò fare avei la potestate”. Dante, come già sant’Agostino, distingue tra libero arbitrio, cioè la facoltà di decidere, e la libertà, che è la facoltà di decidere in senso di liberazione dei condizionamenti, cioè dai vizi capitali. Dante prega Beatrice di conservarlo libero dal peccato per poter un giorno ricongiungersi a lei. E Beatrice lo lascia con un sorriso. Bernardo, la sua nuova guida, invita Dante ad adattare la sua vista sulla candida rosa, in modo da predisporsi a vedere Dio stesso. Lo assicura che gliene farà la grazia la Regina del cielo, la Vergine Maria. Lo esorta ad elevare decisamente il suo sguardo fin dove sta assisa la Regina del Regno dei cieli: “guarda i cerchi infino al più remoto, / tanto che vedi seder la regina / cui questo regno è suddito e devoto”. Vede innumerevoli Angeli che volano attorno alla Regina celeste, la quale rispondeva ai loro canti con un sorriso.
Ci permettiamo una sola riflessione. Dante aveva fatto affidamento sulla guida di Virgilio nel viaggio nelle profondità dell’Inferno e sui gironi del Purgatorio. Aveva poi goduto della guida di Beatrice nel suo salire di cielo in cielo, fino all’Empireo. Ma per giungere fino alla Vergine Maria e, attraverso di Lei, a Dio, gli si è affiancato san Bernardo. Ognuno ha compiuto la sua missione. E poi è ritornato al suo posto. Pago solo di aver fatto il suo dovere di guida esperta. Esempio per ogni tempo del compito, determinante nel suo essere discreto, di accompagnamento educativo formativo delle giovani generazioni.
† Giuseppe Zenti
Vescovo emerito di Verona