Fanti, santi e la vita di tutti i giorni

| DI Luca Passarini

Fanti, santi e la vita di tutti i giorni
“Scherza coi fanti e lascia stare i santi”. Ogni detto popolare può essere letto in diversi modi e questo in particolare: è, infatti, un giusto invito al rispetto, ma va a rimarcare una distanza che non è rispettosa né veritiera nei confronti di nessuna delle due “categorie”. Sembra, infatti, evidenziare che o si è fanti – persone che lavorano, si sporcano le mani,  sono impegnate nei vari ambiti sociali, economici, politici, ecc. – o si è santi e quindi totalmente concentrati su ciò che è sacro e ha a che fare unicamente con il divino. 
In prossimità della solennità di Tutti i Santi mi è ritornato in mano un bellissimo testo di Divo Barsotti: La mia giornata con Cristo (1963). Il monaco e scrittore, morto proprio 20 anni fa a Settignano (frazione di Firenze), metteva in guardia dal pensare che la santità – e più in generale il rapporto con Dio – esiga l’andare nel deserto ed essere continuamente in preghiera; tutt’altro, insisteva: ha a che fare con la nostra vita comune ed estremamente ordinaria, che si concretizza nell’alzarsi dal letto, fare la spesa, lavorare, mangiare, parlare, vivere con gli altri (che è poi quello che ha fatto pure Gesù di Nazareth). 
“È attraverso questa vita vera, reale, – scriveva nelle prime righe Barsotti – che dobbiamo farci santi: altrimenti non ci faremo mai santi! È inutile pensare a una santità che prescinda da quelli che sono gli atti comuni della nostra esistenza. La nostra esistenza è fatta così e noi dobbiamo santificarci precisamente attraverso le azioni comuni, ordinarie, che del resto facevano anche i santi”. 
Potrebbe suonarci strano, ma è su una linea di continuità che prende dentro pure la Gaudete et exsultate (2017), esortazione apostolica di papa Francesco sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.
“Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova. Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli. Sei genitore o nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali”. 
Di fanti-santi è piena la storia e il presente, fortunatamente. E in loro vediamo il vero modo di essere umani.

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