Praticamente in contemporanea con la consegnata della lettera pastorale Sulla via – nella quale il vescovo DomenicoPompili mette in guardia rispetto allo stile della sedentarietà, coniugato in diversi modi e ambiti – sono usciti i dati dell’analisi di Macadam, un’app da oltre 1,1 milioni di utenti nel nostro Paese che si pone come obiettivo l’aiutare le persone a vivere il cammino come un’esperienza immersiva e affascianante; il tutto nella consapevolezza che “il nostro stile di vita sedentario, trascorso sul divano, non fa bene al mondo, né alla nostra salute, né alla nostra salute mentale, e ci allontana dalla realtà”.
Il principale dato evidenziato dall’analisi è che i giorni in cui si cammina di più sono quelli feriali – con gli spostamenti costanti e strutturati – che diventano così una sorta di palestra invisibile: dal lunedì al venerdì un utente italiano compie in media 8.458 passi al giorno, pari a circa 6,5 chilometri. Nel fine settimana, la media scende del 7,4% a 7.828 passi. A detta anche di Benjamin Daudignac, ceo e co-fondatore di Macadam, sono proprio i i piccoli tragitti quotidiani che facciamo per andare al lavoro o muoversi nel quartiere – che viene chiamato “movimento utile” –, a giocare un ruolo cruciale per la salute e il benessere generale delle persone. Questo risulta essere una routine per milioni di italiani che poi, magari, non hanno né il tempo né la voglia (né i soldi) per concedersi lunghi tempi di cammino o sedute in palestra.
Legati a questo primo dato ne arrivano altri due presentati da Macadam. Il mese in cui si cammina di più è proprio questo di settembre (+15%), con la ripresa degli impegni abituali e forse qualche chilo (e qualche senso di colpa) da smaltire in più dopo le ferie estive.
L’altro ci riguarda in maniera ancora più particolare. Se nei giorni festivi, in Italia, si compiono in media il 7,4% di passi in meno, c’è tra le città una differenza significativa. Alcune segnano il picco di sedentarietà (Torino -10% di passi; Palermo -9,5%; Napoli -9,3%). Verona, invece, si dimostra ancora una volta “fedele”. C’è, sì, un calo ma molto meno importante che da altre parti: il veronese medio passa dagli 8.251 passi nei giorni feriali ai 7.813 passi dei festivi (-5,3%). 
Chissà che questi dati non spingano tutti i veronesi a non voler rimanere fermi, in una città e provincia che secondo molto rischia – parafrasando Verona beat de I Gatti di Vicolo Miracoli – più di guardare “vecchie favole  di un’epoca un po’ più in là” che a “sogni di gloria”.

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