L’incontro tra i giocattoli del cuore e i nuovi dispositivi digitali

L’incontro tra i giocattoli del cuore e i nuovi dispositivi digitali
In un contesto culturale in cui timidamente fa la sua comparsa sulla scena pubblica la Media Education (nonostante una tradizione ormai consolidata), è arrivato nelle sale il quinto capitolo della saga di Woody e Buzz. Toy Story è una pietra miliare del cinema d’animazione. Il punto più alto raggiunto dalla Pixar resta probabilmente il terzo capitolo, con uno dei finali più commoventi della storia del cinema. Eppure, nonostante gli anni, questo universo continua ancora a emozionare e a parlare a generazioni diverse.
Andy è ormai un adulto e Bonnie è la nuova amica dei giocattoli del cuore. Ma Bonnie è anche figlia del suo tempo e deve condividere la propria infanzia con la tecnologia. Smartphone e tablet hanno invaso il mondo, confinando sempre più i bambini davanti a uno schermo. Bonnie non fa eccezione: i suoi genitori, per aiutarla nelle difficoltà sociali, le regalano Lilypad, il tablet che tutti desiderano. Ma Bonnie si chiude sempre di più in se stessa, e con lei sembra spegnersi anche la fantasia. Andy aveva messo da parte i suoi giocattoli perché era diventato grande; oggi, però, la tecnologia accelera quel passaggio, e i giocattoli temono ancora una volta l’oblio. Woody ha ormai intrapreso la sua strada, Buzz resta la spalla fedele di sempre, ma la vera protagonista di questo capitolo è Jessie. Sarà lei a battersi perché la sua bambina possa ritrovare un’autentica amicizia, lontana dagli schermi.
Pete Docter e Lindsay Collins hanno raccontato in conferenza stampa che questo capitolo nasce per creare un dialogo tra generazioni: da una parte il disagio dei genitori davanti a cambiamenti enormi come l’intelligenza artificiale, dall’altra i giovani, chiamati ad acquisire nuovi strumenti senza perdere il contatto con la realtà e con la propria interiorità. Jessie emerge in questo equilibrio come un personaggio costruito con tale sensibilità da mettere quasi in ombra gli eroi storici della saga. Il punto di forza del film è proprio quello di mostrare come possa essere fruttuoso l’incontro tra il mondo della fantasia analogica, fatta di immaginazione e relazioni vissute, e quello del futuro digitale che i bambini di oggi non possono più evitare. È un invito a non scegliere tra i due mondi, ma a custodire ciò che davvero conta: la capacità di stare insieme, di immaginare, di affidarsi a qualcuno.
Un capitolo con uno spiccato accento al femminile (Jessie, Bonnie), di livello molto alto anche se non si può considerare il migliore della saga. Un’opera che ricorda, con leggerezza e profondità, quanto l’amicizia autentica resti insostituibile, in ogni epoca.

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