Tra i grandi alberi del centro la natura dentro la città

Quando l’Orto botanico stava nei giardini delle ex Poste

| DI Silvia Allegri

Tra i grandi alberi del centro la natura dentro la città
È un ritorno in città, la passeggiata che proponiamo con Vento in questo nuovo appuntamento, alla scoperta di veri e propri giganti: gli alberi monumentali di Verona. Ne abbiamo osservati da vicino alcuni, per poi proseguire lungo un itinerario semplice e piacevole che si snoda tra le vie del centro e la vicina Veronetta, quartiere spesso attraversato di corsa, che merita invece una visita a ritmo lento per poterne ammirare i tanti tesori naturalistici. Ad aiutarci, nel contemplare gli alberi monumentali, è il volume Grande Albero, pubblicato nel 2023 dall’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona, prezioso libro che ci permette e ci permetterà di approfondire le conoscenze del patrimonio verde che abbiamo sul nostro territorio. 
Dopo aver percorso il lungadige San Giorgio e aver attraversato ponte Pietra, ci dirigiamo in piazza Indipendenza, per i veronesi nota ancora come piazza delle Poste. Qui, infatti, sorge il maestoso edificio che fu sede delle Poste centrali della città. Ma non tutti sanno che il Parco di piazza Indipendenza fu anche sede, per 73 anni, dell’Orto botanico di Verona, istituito nel 1801 su iniziativa di Giuseppe Tomaselli, socio abate dell’Accademia di Agricoltura, fondata già nel ’700, a Verona come in altre province venete, per volere del doge Alvise Mocenigo. 
Le accademie e gli orti botanici a esse collegati, avrebbero dovuto approfondire la conoscenza di tecniche di coltivazione innovative per incrementare la produttività delle colture. Quello di Verona fu un orto di dimensioni ridotte, ubicato nel cuore della città; ma anche grazie alla presenza del celebre botanico Ciro Pollini, divenne un luogo ricchissimo di piante. 
Esso chiuse i battenti proprio per i limiti oggettivi dovuti alla sua collocazione. Ma a ricordarne la bellezza e l’importanza ci sono oggi alcuni incredibili giganti; di certo merita di essere ammirato un immenso leccio dalla particolare chioma slanciata, anche se ad attirare l’attenzione sono in particolare i due esemplari di Ginkgo biloba, famosi per lo splendido colore giallo intenso che accende le loro foglie in autunno attirando ogni turista, ma anche ogni veronese di passaggio. 
Dall’altra parte della piazza, invece, si presenta in tutta la sua incredibile bellezza un esemplare di platano che ha già soffiato su oltre duecento candeline: come ci ricordano gli autori del libro, abbiamo di fronte a noi un raro esempio di saggia potatura, che ha permesso alla pianta, nonostante la vicinanza con gli edifici intorno alla piazza, di mantenere inalterato il suo portamento. Davanti al platano un cartello ci racconta le caratteristiche della pianta, ricordando che si tratta di un monumento protetto. 
Pur essendo ancora senza foglie, le dimensioni impressionanti e l’armonia di questo albero confermano che merita una visita in ogni stagione: la sua conferenza misura oltre cinque metri e la sua altezza ne supera i 35. 
La nostra passeggiata prosegue poi al di là del fiume, che attraversiamo sul ponte Nuovo per raggiungere, al termine di via Carducci, piazza Bernardi. Nel cortile dell’istituto Sanmicheli vediamo un altro albero imponente e di fronte a noi, attaccato al marciapiede, c’è un interessante spazio di verde urbano gestito, come ci ricorda un cartello posizionato nell’aiuola, in modo eco-sostenibile: si sono scelte piante, fiori e arbusti resistenti al caldo, per garantire la presenza del verde risparmiando sugli impianti di irrigazione e quindi nei periodi dell’anno con le temperature più alte. 
Percorriamo via Giardino Giusti – dove torneremo a breve con il nostro cane – e poi via Santa Maria in Organo, svoltando poi in via San Giovanni in Valle e subito a sinistra, in vicolo Borgo Tascherio, per fare un’altra breve sosta al parco del Duca, un’area per bambini ma dove si potranno incontrare, nelle giornate di sole, tanti residenti e turisti desiderosi di fare una pausa in un luogo tranquillo e ombreggiato. Ricordiamo che la domenica questo piccolo parco è chiuso. Dopo una breve sosta, ritorniamo al punto di partenza, superando il teatro Romano e dirigendoci verso ponte Pietra. 

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