È il lago più intimo, quello che i turisti non hanno la fortuna di conoscere, ma che invece noi possiamo permetterci. Insieme al nostro cane siamo andati a scoprire due luoghi dove le acque calme del Garda sono solcate costantemente da barche e battelli.
Nel pomeriggio di sole, con qualche nuvola verso sera, che abbiamo dedicato a questa passeggiata abbiamo scelto di tornare in due paesi noti e diversi tra loro. Subito ci dirigiamo a Pai, una delle borgate più affascinanti e raccolte della sponda veronese, facente parte del comune di Torri del Benaco. Lasciata l’auto nei pressi del porticciolo – una vera rarità trovarne uno libero – percorriamo un tratto del lungolago, magnifica passeggiata ciclopedonale che costeggia la Gardesana verso sud.
Tra strade deserte, acqua blu e fioritura primaverile, rilassarsi è una garanzia e dalla stretta spiaggia di sassolini chiari la vista spazia sulle montagne che circondano il Garda e sui profili della sponda bresciana. Saliamo poi verso il borgo di Pai di sopra, percorrendo un tratto di strada asfaltata senza marciapiede, ma per fortuna, in queste settimane, ancora semivuoto. Il paese ha conservato il suo aspetto antico e sembra essersi fermato nel tempo: ci godiamo la camminata tra i vicoli e le piazzette, dove i cortili sono traboccanti di vasi di fiori, e dove la vista, dal piccolo terrazzo di fronte alla chiesa dedicata a San Marco, costruita ampliando un’antica cappella che era parte di un castello, regala una grande emozione: si può contemplare un lago deserto in tutta la sua bellezza.
Scendiamo di nuovo verso il porto, lungo strette viuzze dove alcuni cartelli ci indicano il passaggio di percorsi da fare a trekking o in bicicletta: da Pai infatti si diramano molti sentieri che si immergono nei boschi sulle pendici della montagna. Noteremo, nel borgo, l’abbondanza di capitelli dipinti, tanti piccoli angoli intimi, balconi fioriti. E ovunque scorci sulle acque del Garda e sui campi circostanti, ricchi di oliveti e piante mediterranee in piena fioritura.
Recuperata la nostra auto, ci dirigiamo senza fretta verso il basso lago superando Torri, Garda, Bardolino e Lazise, per fermarci a Pacengo: arrivati nel centro del paese, lungo la strada, svoltiamo a destra fino a raggiungere la sponda del lago. Parcheggiamo e raggiungiamo la ciclopedonale, immergendoci in un’atmosfera e in un paesaggio molto diversi ma altrettanto suggestivi: a Pacengo il lago si allarga, la riva è più bassa, quasi pianeggiante e i vasti canneti che costeggiano il nostro sentiero brulicano di vita, in questa stagione.
Se il nostro cane è un bravo nuotatore, possiamo anche renderlo felice concedendogli un piccolo bagno, ma nei punti dove la spiaggia sbocca direttamente in acqua, tenendolo rigorosamente distante dalle tante macchie di vegetazione che ospitano uccelli migratori, anfibi e piccoli mammiferi, proteggendoli da sguardi indiscreti.
Possiamo camminare verso Peschiera oppure, scegliendo la direzione opposta, risalire verso Lazise.
Un consiglio? Se riuscite, approfittando delle giornate più lunghe, evitate i fine settimana preferendo le ore pomeridiane e serali dei giorni feriali. E portatevi qualcosa da mangiare e da bere: una sosta su una panchina davanti all’acqua del lago è un vero, piccolo piacere.Nel meraviglioso “balcone” di Pai e nel quieto lungolago di Pacengo