Dentro la selvaggia Val Borago luogo incontaminato a due passi dalla città

Dopo Avesa un percorso dentro il vajo tra pareti rocciose e sottobosco

| DI Silvia Allegri

Dentro la selvaggia Val Borago luogo incontaminato a due passi dalla città
Un’escursione davvero da non perdere, specialmente in questa stagione primaverile, e che ci porta a immergerci in una natura selvaggia e incontaminata a pochi minuti dalla città. Uno scenario sorprendente sempre capace di stupire e dove anche nei giorni festivi troveremo sempre un angolo di pace lontano dalla confusione e dal turismo di massa.
Arrivati ad Avesa, lasciamo alle spalle il paese per parcheggiare vicino al ponte Francesco Paiola, dove troveremo un cartellone che offre indicazioni sulla Dorsale delle Cinque Valli, percorso escursionistico tracciato nel 1983 che collega le colline di Verona, da Negrar a Tregnago. Proseguiamo per un breve tratto a piedi lungo la strada per poi svoltare a sinistra, dove i cartelli con la segnaletica Cai indicano il Vajo Borago e Montecchio, lungo il sentiero 262b. Il percorso si snoda all’interno di una valle incisa a forma di canyon e nella seconda parte, quando il dislivello aumenta e ci avviciniamo a Montecchio, presenta un certo livello di difficoltà, quindi è indicato per escursionisti esperti. 
Noi ci limiteremo a percorrerne la prima parte, prendendoci il tempo per goderci l’aria pulita e i numerosi e interessanti scorci che ci offre la nostra escursione. 
Ci troviamo lungo il sentiero europeo E5 che passa attraverso Francia, Germania, Svizzera, Austria e Italia, e collega la Pointe du Raz, sulla costa atlantica della Bretagna, con Verona, in oltre 3.400 chilometri. Ed è sempre suggestivo muoversi su un percorso di grande fama come questo, che ha visto il passaggio di un’infinità di escursionisti a piedi, in bicicletta o a cavallo. 
La strada asfaltata lascia posto a una sterrata che si sviluppa tra le case con giardini e uliveti e la costa della collina, fino a un bivio che ci indica di proseguire a sinistra, per addentrarci nel Vajo Borago. 
Percorreremo un sentiero molto stretto, circondati da una vegetazione rigogliosa e da una splendida fioritura di primule e altri fiori di fine inverno. Procedendo, il paesaggio cambia e la vista si restringe, tra pareti rocciose e il sottobosco fittissimo, con rocce ricoperte di muschio, edera, felci. In alcuni tratti camminiamo anche sul fondo di un torrente, che si riempie di acqua nei giorni di pioggia e si allarga in piccoli laghetti naturali. Oggi, anche se non è più presente il torrente con tutta la sua forza, restano a testimonianza del suo passaggio le erosioni sulle pareti rocciose. In alcuni punti dovremo prestare attenzione, quando il sentiero quasi scompare tra le piante o si snoda lungo tratti che attraversano il letto del torrente. Ad aiutarci, però, avremo sempre i simboli bianchi e rossi del sentiero Cai, posizionati in punti ben visibili. Non perdiamoli mai di vista.
Di certo siamo di fronte a un vero tesoro di biodiversità, un’isola incontaminata dove trovano dimora animali selvatici, fiori, piante. Infatti la conservazione della Val Borago, con il suo vajo, è oggi regolamentata da un accordo tra i Comuni di Verona e di Negrar mirato a tutelare questo polmone verde che custodisce un ecosistema di rara bellezza. 
Sono consigliate scarpe da trekking e anche bastoncini, per muoversi con maggiore sicurezza nei tratti più ripidi. Il terreno è scivoloso, specialmente dopo la pioggia, quindi serve una certa prudenza e il nostro cane dovrà muoversi vicino a noi, al guinzaglio, per non mettersi in pericolo e ovviamente per rispetto della fauna selvatica che popola questo bosco. Saranno utili anche una scorta d’acqua e uno snack. 

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