"Preti contro il genocidio"

In migliaia a Roma per sostenere il popolo di Gaza

| DI Mons. Martino Signoretto

Martedì 22 settembre a Roma abbiamo partecipato alla giornata dei “Preti contro il genocidio”, una rete che raccoglie più di 2.600 preti di 57 nazionalità con la presenza di 27 vescovi e 3 cardinali. La giornata è stata scelta esattamente a un anno di distanza dal 22 settembre dello scorso anno. Ma mentre allora dell’iniziativa non ne ha parlato praticamente nessuno, quest’anno la risonanza mediatica è stata ampia, anche sui media internazionali.
Al mattino abbiamo vissuto un momento di riflessione e condivisione presso la Casa generalizia dei Gesuiti. Tra i numerosi interventi c’è stata la presentazione del documento Kairos Palestina. Un momento di verità, espressione delle diverse confessioni cristiane di Terra Santa e le parole della giornalista Nicoletta Dentico, esperta di cooperazione internazionale e diritti umani, che ha diretto Medici Senza Frontiere e ha partecipato alla campagna internazionale insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1997. Ci ha particolarmente colpito una delle considerazioni emerse nelle sue conclusioni: “Se l’Onu è nata dopo un olocausto, rischia di morire di fronte a un altro olocausto”.
Abbiamo parlato dell’importanza di recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa e incontrare le comunità locali, le pietre vive di quei luoghi. La nostra diocesi, infatti, dal 2012 è gemellata con la parrocchia di Zababdeh con la quale abbiamo cercato di mantenere vivi contatti anche in questi due anni. Questi pellegrinaggi diventano una responsabilità per chi visita: non basta essere colpiti da quello che accade, è necessario testimoniare, raccontare.
Nel pomeriggio abbiamo fatto una cosa semplice: abbiamo pregato e camminato senza bandiere. Nella chiesa di Santo Spirito in Sassia abbiamo partecipato alla recita della Coroncina della Divina Misericordia delle 15. Da lì siamo partiti verso piazza San Pietro; abbiamo poi raggiunto la sede dell’ambasciata della Palestina presso la Santa Sede, per concludere il nostro cammino con un momento di preghiera davanti alla sede di Leonardo spa.
Durante il percorso siamo stati accompagnati dalle letture di interventi di papa Leone XIV, del cardinale Pierbattista Pizzaballa (Tornarono a Gerusalemme con grande Gioia), del documento ecumenico Kairos Palestina. Un momento di verità, e dello storico israeliano Omer Bartov (del quale consigliamo la lettura del suo ultimo libro: Nell’abisso).
Ci rendiamo conto che in questo tempo non basta “essere informati” genericamente su quello che accade, siamo chiamati a documentarci personalmente.
Ad aprire la processione orante c’era un grande sudario, sul quale tutti abbiamo scritto di nostra mano i nomi di 330 bambini uccisi a Gaza, in Cisgiordania e in Libano (i dati Unicef riportano più di 22.200 bimbi.
Siamo certi che occorre sempre usare prudenza nel parlare e nel chiamare le cose per nome, ma avvertiamo una “certa frustrazione”, un sentire mani legate e bocche cucite per non essere fraintesi, mentre qualcosa di mostruoso si sta verificando sotto gli occhi delle telecamere. Non vorremmo fermarci ad un giudizio puramente morale su chi ha torto o ragione, bensì tentare una lettura “radicalmente umana” di ciò che avviene.

Tutti i diritti riservati

!w-[42px] !h-[42px]
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone?
Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App:
In fase di aggiornamento...

w-fullw-full