La Petite Messe Solennelle testamento spirituale di Rossini

| DI Serena Dei

La Petite Messe Solennelle testamento spirituale di Rossini
La stagione sinfonica della Fondazione Arena si inaugura con un concerto in occasione della Pasqua. Venerdì 3 alle 19 e sabato 4 aprile alle 17 il Teatro Filarmonico vede l’orchestra dell’Arena, diretta da Sebastiano Rolli (nella foto) – per la prima volta a Verona –, e il coro con il maestro Roberto Gabbiani impegnati nella Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini. Con loro sul palco anche un quartetto di esperti belcantisti: il soprano Vasilisa Berzhanskaya, il mezzosoprano Anna Werle, il tenore Dave Monaco e il basso Michele Pertusi. 
Esistono due versioni di questa composizione sacra. La prima, del 1863, fu scritta per dodici cantanti, di cui quattro solisti, due pianoforti e un armonium. «Dio mi perdoni l’accostamento che segue – scrisse Rossini –. Dodici sono anche gli Apostoli nel celebre affresco di Leonardo detto La Cena […]. Signore, rassicurati, prometto che non ci saranno Giuda alla mia Cena e che i miei canteranno giusto e con amore le tue lodi e questa piccola composizione che è, purtroppo, l’ultimo peccato mortale della mia vecchiaia».
Nel 1867 decise di orchestrarla – ed è la versione in programma al Filarmonico – pensando che nessun altro musicista, dopo la sua morte, avrebbe potuto farla con le stesse caratteristiche che lui aveva in mente. E viene considerata il testamento spirituale del compositore pesarese – che passò a miglior vita nel 1868 a Passy, quartiere parigino – per sua stessa volontà. Dopo che terminò il lavoro, infatti, scrisse nella partitura alla fine dell’Agnus Dei: «Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta [sacra] quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso».
Ingresso: 26 euro. Info e biglietti: www.arena.it.

Tutti i diritti riservati

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