Macbeth, il futuro signore di Cawdor, e il generale Banco di ritorno da una battaglia valorosa incontrano tre streghe che profetizzano scenari violenti scaturiti dalla brama di potere. Inizia così la storia di una delle tragedie più cupe di William Shakespeare, ambientata in Scozia nella fortezza di Cawdor. E a Verona rivive a Castelvecchio, nel cortile del mastio, un luogo illuminato dalla luna e dalle stelle, che naturalmente evoca suggestioni.
Da giovedì 18 a domenica 21 giugno, alle 21.15, Casa Shakespeare porta in scena Macbeth – Atto di Sangue. Andrea de Manincor firma una drammaturgia originale, presentata in prima assoluta, che intreccia il testo originale del Bardo a un adattamento contemporaneo, intimista, fatto di confessioni interiori, tensioni emotive e visioni psicologiche. «Macbeth è un eroe della discesa – sottolinea la regista Lucia Messina –, un uomo che sceglie di ignorare la coscienza nel tentativo di ridefinire il proprio destino». L’intera azione si svolge in un’ora, in un unico spazio: la camera da letto di Macbeth e della moglie Lady Macbeth – donna ossessivamente ambiziosa e motore della profezia delle streghe –. Un luogo che diventa protagonista, dove i coniugi si confrontano e dove il desiderio di potere e i rimorsi di coscienza si consumano sotto gli occhi del pubblico. Il rapporto tra Macbeth e Lady Macbeth si trasforma progressivamente in un vortice di seduzione, potere e distruzione reciproca. Solimano Pontarollo, Katia Mirabella e Francesco Martucci in una performance bilingue, in italiano e inglese, raccontano la dissoluzione di una coppia divorata dall’ambizione. I costumi sono di Caterina Duzzi, la scenografia è di Simone Tessari e il disegno luci di Francesco Bertolini. Per i contenuti sensibili, la visione non è adatta ai minori di 14 anni. Ingresso: 23,50 euro. Acquisto biglietti solo online. Informazioni: www.casashakespeare.it.