Apparentemente un oggetto comune a tanti altri, ma in realtà il simbolo di rinascita e riscatto: è questo ciò che rappresenta la bicicletta ricevuta in dono dal vescovo Domenico Pompili da parte della ciclofficina sociale della Cooperativa Solidarietà di Vigasio.
Da un’iniziale idea progettuale del 2017, l’officina in questione è stata propriamente inaugurata nel 2021 «mettendo in piedi un’attività nuova nel territorio di Vigasio, con molteplici scopi a partire da quello basilare del servizio alla comunità come luogo di riparazione e manutenzione delle bici». A raccontarlo è Andrea Trivellon, il direttore della Cooperativa Solidarietà, che ha spiegato come questo progetto sia anche orientato all’inserimento sociale e occupazionale di persone con disabilità e, allo stesso modo, «segue l’idea di sensibilizzazione di tematiche quali sostenibilità, turismo lento e, dunque, l’utilizzo della bicicletta come mezzo ambientalmente sostenibile». In tal senso, «si è cominciato a lavorare tanto con le persone con disabilità inserite in cooperativa, applicando l’economia circolare di recupero alle biciclette che altrimenti sarebbero state abbandonate o gettate».
Le attività messe in pratica dalla ciclofficina – in cui vengono sempre affiancate le figure del ciclomeccanico e di un operatore dedicato all’apprendimento – includono vari processi: il restauro e la personalizzazione delle bici «dando loro una seconda vita»; il coinvolgimento delle persone con disabilità «nelle parti più manuali e artigianali, per smontare i pezzi, carteggiare e lavorare sul telaio»; la collaborazione con enti anche esterni per la verniciatura della carrozzeria, ad esempio. L’obiettivo appare ben chiaro: chi opera in questa realtà viene valorizzato e «partecipa al processo che più gli si addice secondo le sue competenze», ha precisato Trivellon. Per questo motivo, «l’anno scorso è stata costruita in laboratorio anche una sabbiatrice, per cui ora la parte di sabbiatura finale non è più affidata a terzi, ma è svolta internamente includendo tutti coloro che fanno parte del piano di lavoro».
In questo clima fertile, è nata l’idea della bicicletta dedicata al vescovo Domenico: «Nel periodo del suo arrivo a Verona, era arrivato qui in cooperativa – ricorda il direttore Andrea – Filippo, un ragazzo che stava per finire le scuole superiori». In vista di un possibile inserimento futuro, lo studente era arrivato alla ciclofficina per svolgere un progetto che si è rivelato lungimirante. «Lui veniva qui una volta alla settimana e a quel punto abbiamo pensato di unire le due cose, proponendogli di trovare una bici su cui imparare a lavorare per restaurare e farla diventare il regalo per il nuovo Vescovo». Dopo l’impegno dell’intero anno scolastico, lo studente ha concluso il montaggio ed è stato inserito nel centro diurno della cooperativa.
Un paio di settimane fa la bicicletta è stata finalmente donata al Vescovo che si è recato a Vigasio per la consegna: «È stato un momento molto bello – ha sottolineato Trivellon – svolto in un clima di semplicità, come se lui fosse un amico». Ciò che ha colpito il team della cooperativa e i lavoratori presenti è stato l’incontro ravvicinato negli ambienti in cui operano quotidianamente. «Il Vescovo ha ovviamente visto tutto il nostro laboratorio e Filippo gli ha presentato il cartellone del progetto iniziale portato all’esame scolastico, mostrandogli dettagliatamente l’elaborazione del percorso svolto sulla bicicletta rinnovata». Questo piacevole incontro, poi, si è concluso con la prova dal vivo della bici e con un momento conviviale in cui il vescovo Domenico ha potuto conoscere e salutare anche la comunità del centro diurno presente. Un’occasione, insomma, che ha permesso di toccare con mano il lavoro che sta dietro alla ciclofficina e non semplicemente la visione dell’oggetto in sé.
La storia della ciclofficina si intreccia nel tessuto del territorio, con altre collaborazioni che potenziano il messaggio di attenzione al sociale che si intende trasmettere: tra queste, il Giracose di Nogarole Rocca per la creazione di una biblioteca di oggetti in cui i bambini potranno prendere in prestito delle biciclette per costruire i propri ricordi, invece di comprarne una totalmente nuova e poi smettere di usarla dopo poco per fattori di crescita. La bicicletta, insomma, diventa un elemento di socializzazione utile alla comunità in cui le persone con disabilità sono coinvolte in primis, ma anche il resto del tessuto sociale ne può giovare. Ciò che ha raccolto qualche giorno fa il vescovo Domenico nella ciclofficina di Vigasio è uno dei tanti frutti che la cooperativa intende portare avanti nel suo fiorente operato.