Oltre seicento persone hanno partecipato domenica 20 settembre alla tappa di Cerea del Giro d’Italia per la Pace, promossa da Emmaus Aselogna, dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace e dall’Amministrazione comunale di Cerea, con il sostegno della Diocesi di Verona e con l’adesione di 37 associazioni.
Un cammino volutamente inconsueto, partito dal centro di Cerea e concluso nella sede della comunità Emmaus Aselogna. Il percorso si è sviluppato per circa sei chilometri lungo corsi d’acqua, argini, boschi, sentieri, capezzagne e sul sedime della vecchia ferrovia Ostiglia-Grisignano di Zocco.
La scelta di attraversare la campagna e di immergersi nella natura è stata anche un omaggio a san Francesco d’Assisi, nell’ottavo centenario della sua morte. Persone di ogni età hanno affrontato il percorso, nonostante alcuni passaggi meno agevoli, e pure persone con disabilità hanno voluto essere presenti, partecipando nei tratti accessibili.
Si è partiti con il grande drappo arcobaleno davanti alla chiesa di Cerea a guidare poi il lungo corteo tra i campi e la vegetazione: un cammino destinato a rimanere per tutta la vita nella memoria di chi lo ha vissuto, per la forza delle immagini, la fatica condivisa e il sentimento di comunità che ha accompagnato ogni passo.
«Ci siamo chiesti: tutto questo cambia qualcosa? Serve a qualcosa? Un cammino, da solo, probabilmente non fermerà le guerre – ha dichiarato Luigino De Guidi, presidente di Emmaus Aselogna –. Ma davanti a tragedie immense non vogliamo restare sul divano a imprecare contro i guerrafondai. Vogliamo manifestare il nostro disgusto e la nostra contrarietà alla cultura della guerra e delle armi, convinti che solo una pace disarmata e disarmante possa risolvere i conflitti e costruire un’umanità migliore. Oggi ci siamo detti che siamo in tanti a condividere questi ideali e a credere che un mondo diverso sia ancora possibile».
All’arrivo nella sede di Emmaus Aselogna si sono susseguite le riflessioni di Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace; della vicesindaca di Cerea Cristina Morandi; del parroco don Roberto Tortella; di Luigino De Guidi e del presidente nazionale di Emmaus Italia Massimo Resta.
È stato poi presentato il libro Lettere al cielo, che raccoglie le risposte di cento bambini, ragazzi e adulti a due domande: «Che cosa significa per te pace?» e «Che cosa diresti a un bambino di Gaza?». Presentando il volume, Massimo Rossignati, direttore di Primo Giornale, ha richiamato con forza l’attenzione sul colpevole silenzio che continua ad accompagnare i massacri impuniti nella Striscia di Gaza.
Per la comunità Emmaus quella di domenica è stata una giornata doppiamente importante: insieme al cammino è stato celebrato il dodicesimo anniversario dell’apertura della comunità di Aselogna. Dodici anni segnati dall’accoglienza e dalle storie delle numerose persone che vi sono state ospitate e che hanno potuto ritrovare dignità, fiducia e speranza.
La partecipazione di domenica era stata preceduta, venerdì 18 settembre, dalla serata ospitata in un Auditorium di Cerea gremito di persone. Dopo l’intervento del sindaco Marco Franzoni, che ha sottolineato la necessità di portare questi temi in ogni ambito della società civile, è stato proiettato il video “Contro la disumanizzazione”, con la voce di Luciano Bertoli, capace di commuovere e coinvolgere profondamente il pubblico.
La serata è proseguita con il momento artistico e letterario “L’alba dentro la notte”, di e con Mario Palmieri e Michela Tedesco, dedicato alla tragedia del popolo palestinese, e con le musiche dal mondo di Mosaika Combo.
«Nel logo di Emmaus compare la scritta “Provocatori di cambiamento” – ha concluso De Guidi –. Oggi c’è un’estrema urgenza di cambiare, prima di precipitare nella devastazione. Da domani riprenderemo il nostro impegno con nuove iniziative. Da domani daremo ancora più senso al nostro lavoro quotidiano. Da domani continueremo a essere provocatori di cambiamento, costruendo la pace nei luoghi della nostra vita. Da domani io camminerò. Da domani noi cammineremo».
Le associazioni aderenti
Emmaus Aselogna; 4Cats; Agesci Legnago; Angeli della speranza; ANP CIA; ANPI Legnago; ARCI Legnago; Aselogna insieme; Associazione 21 MARZO: Associazione nel segno di Anna; Auser della pianura; AVIS Aselogna e Legnago; Basse per la Palestina; Canguri; Caritas Legnago; Caritas Villa Bartolomea; Centro aiuto vita Legnago; Circolo Laudato sii di Gazzo; Comunità Cristiane di Base; Comunità Papa Giovanni XXII; Comunità Palestinese del Veneto; Croce rossa italiana Comitato del basso veronese; Effatà A.P.S., Emergency Legnago; Emmaus Fiesso; Emmaus Villafranca; Gruppo di lettura popolare della Bibbia; Gruppo Alpini di Cerea; Gruppo amici Don Vittorio; Gruppo Off Line Md Rock Band; L’Altro Vestire Caritas Porto; Lega Ambiente di Legnago e Pianura Veronese; Mediterranea Saving Humans; Primo Giornale; Pro Loco Villa Bartolomea; Radici in movimento; Basse per la Palestina; SPI CGIL Legnago.