di NICOLA SALVAGNINDall’Economy of Francesco all’Impresa di Francesco, che da Assisi si trasferisce a Verona, il 26 e 27 maggio prossimi. Un forum permanente di Dottrina sociale della Chiesa che intende “mettere a terra” i bei propositi scaturiti dall’incontro umbro dell’anno scorso, frutto di un lavoro reso ancor più lungo nel tempo dalla pandemia. «Qui c’è un robusto e fitto tessuto imprenditoriale, fatto soprattutto di piccole e medie realtà, con le quali intendiamo rapportarci – spiega il presidente della Fondazione Toniolo, don Renzo Beghini, artefice dell’iniziativa –. Con alcune di queste metteremo a fuoco tre momenti della vita dell’impresa, piccola o grande che sia: la cultura d’impresa, cioè la visione che ha e che genera ricavi e relazioni; la sostenibilità sociale e ambientale; la fragilità o l’imperfezione dell’impresa: la perfezione genera scarti, la cura dell’imperfezione genera umanità». Assieme al gruppo di Intrapresa, venerdì 26 maggio all’Auditorium della Fiera a partire dalle 16 si ascolteranno una serie di testimonianze di imprenditori, con successivi interventi di manager d’azienda e la conclusione del vescovo mons. Domenico Pompili. Ci saranno tavoli di lavoro in cui verranno approfonditi quei 12 punti scaturiti dall’Economy of Francesco: custodia dei beni comuni, rallentamento dello sfruttamento degli stessi, un lavoro dignitoso per tutti, istruzione di qualità, pari opportunità per tutti e molto altro ancora. Se ne parlerà poi in un convegno, sabato 27 dalle 10 sempre in Fiera, a cui parteciperanno l’economista Stefano Zamagni; la preside di Scienze bancarie della Cattolica di Milano, Elena Beccalli; il presidente della Fondazione Policlinico Gemelli, Carlo Fratta Pasini; l’assessore comunale al Terzo settore, Italo Sandrini. Si attende la partecipazione del viceministro al Lavoro e alle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci. Chiamati a partecipare non sono solo imprenditori e manager, ma anche studenti, sindacalisti, personalità delle associazioni di categoria, insomma tutti quegli attori che hanno in mano le redini dell’economia e delle imprese. «L’idea è quella di iniziare un cammino che porti questi attori ad interagire, a collaborare, a fare rete sempre nel solco di quei valori individuati ad Assisi – conclude don Beghini –, affinché quel che qualcuno può considerare utopico, domani lo sia meno grazie al nostro impegno e alla nostra insistenza. Chiediamo molto perché, se chiedessimo di meno, non chiederemmo abbastanza». E Verona si presta, grazie appunto al suo Dna imprenditoriale e alla sua posizione geografica, a diventare un punto di riferimento nazionale: si pensi all’idea di realizzare qui strutture di formazione di una classe dirigente permeata dai principi dell’economia civile...