Sabato 14 marzo il cardinale José Tolentino de Mendonça, che in serata avrebbe tenuto l’ultimo incontro degli esercizi spirituali diocesani, ha fatto visita alla Casa circondariale di Verona, accompagnato dal vescovo DomenicoPompili.
Accolto dalla direttrice, Mariagrazia Bregoli – con la quale aveva già collaborato per il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia presso la Casa di reclusione della Giudecca – ha incontrato circa 75 detenuti e detenute nella cappella dell’istituto.
Durante l’incontro il cardinale ha condiviso come la sua attenzione verso il mondo carcerario sia nata anche dall’esempio di papa Francesco, colpito dalla sua costante predilezione per le persone detenute. Racconta il cappellano fra’ Paolo Crivelli: «L’incontro, arricchito da alcuni canti eseguiti dal gruppo musicale del carcere, è stato accompagnato dalla parola dolce e misericordiosa del cardinale che, con la semplicità e la familiarità che lo contraddistinguono, ha aperto a tutti la prospettiva di una vita nuova, nella quale far fiorire i doni che il Signore ha seminato nel cuore di ogni uomo.
Prendendo spunto anche da due quadri portati dal garante dei diritti dei detenuti, mons. Carlo Vinco (nella foto), l’uno raffigurante l’abbraccio di san Francesco con il lebbroso e l’altro l’incontro del santo di Assisi con il lupo di Gubbio, ha invitato le persone presenti ad accogliere le proprie fragilità interiori, per poterle “addomesticare” attraverso l’amore e la misericordia».
L’incontro, durato quasi un’ora, si è svolto in un clima di profondo silenzio e ascolto: le parole del cardinale hanno toccato molti cuori, suscitando anche momenti di commozione. Si è creato un autentico scambio spirituale tra tutti i presenti. Al termine, il Vescovo e il cardinale hanno visitato anche la sezione femminile, incontrando gran parte delle donne detenute e intrattenendosi brevemente con loro. Conclude Crivelli: «Nel giorno che precedeva la domenica del cieco nato, la luce di Cristo è entrata nella Casa circondariale, illuminando il cuore di molte persone».