La cooperativa sociale Il Samaritano di Caritas diocesana veronese è tra i vincitori del bando “Facciamo Mente Locale”, promosso dalla Fondazione QuVi e finanziato da Bcc Veneta, con il progetto “Fuori dall’Ombra - Connessioni di cura nei presidi di prossimità”.
Il progetto, della durata di dodici mesi, nasce per rafforzare gli interventi socio-sanitari ed educativi rivolti alle persone che vivono situazioni di grave marginalità, con particolare attenzione a chi, oltre all’assenza di una casa, convive con fragilità psicologiche, disturbi mentali, dipendenze o un forte isolamento sociale. Spiega Marco Zampese, direttore del Samaritano: «Molte delle persone che accogliamo, faticano ad accedere ai servizi sanitari tradizionali per la mancanza di documenti, per diffidenza verso le istituzioni o per la complessità della propria condizione. Da qui nasce l’idea di portare la cura direttamente nei luoghi che già frequentano, costruendo relazioni di fiducia e accompagnandole gradualmente verso percorsi di presa in carico».
Il progetto interesserà i due principali presidi di prossimità della rete Caritas Verona: la casa accoglienza Il Samaritano, in via dell’Artigianato, e il Centro Camploy del Comune di Verona, raggiungendo complessivamente circa un centinaio persone ogni anno».
– Quali sono i punti di forza del progetto?
«Cuore dell’iniziativa sarà la presenza stabile di un’équipe multiprofessionale composta da infermiere, operatore socio-sanitario, educatore professionale e, quando necessario, da uno psichiatra. Un’équipe che lavorerà all’interno dei due centri offrendo monitoraggio sanitario, educazione alla salute, accompagnamento ai servizi territoriali, percorsi educativi personalizzati e attività di prevenzione e promozione del benessere mentale».
– Uno degli aspetti fondamentali per la vittoria del bando, è il lavoro di rete. Vuole spiegarci cosa si intende?
«Accanto agli interventi sanitari saranno sviluppate azioni di socializzazione, laboratori e momenti comunitari, oltre a un costante lavoro di rete con i servizi del territorio, tra cui Ulss 9 Scaligera, Comune di Verona, SerD, Centri di salute mentale e le realtà partner La Genovesa, Comunità dei Giovani, Azalea e Milonga. L’obiettivo non è soltanto rispondere ai bisogni immediati delle persone accolte, ma costruire un modello stabile capace di ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso, facilitare l’accesso alle cure, contrastare lo stigma e favorire percorsi di inclusione sociale. Fuori dall’Ombra vuole infatti affrontare insieme due dimensioni spesso inseparabili: salute mentale e marginalità. Intervenire su una, senza prendersi cura dell’altra, significa lasciare le persone intrappolate in un circolo vizioso di esclusione. Per questo il progetto punta a costruire percorsi integrati, mettendo al centro la persona e la collaborazione tra servizi sanitari, sociali e realtà del Terzo settore».
Con questo progetto, Caritas realizza un investimento che guarda oltre il singolo intervento: l’obiettivo è consolidare un modello di prossimità trasferibile e sostenibile nel tempo, capace di generare una comunità più inclusiva, consapevole e pronta a prendersi cura delle fragilità presenti sul territorio.