La coop Galileo, innovazione e inclusione

A Montorio un terzo dei lavoratori ha una disabilità

| DI Nicola Salvagnin

La coop Galileo, innovazione e inclusione
Quando una cooperativa sociale che ha un terzo delle persone che vi lavorano con problemi di salute strutturali (leggi: disabilità) è semplicemente all’avanguardia del settore in cui opera. E il settore in cui opera è all’avanguardia della tecnologia e del digitale.
Questa è la cooperativa Galileo di Montorio, che da 35 anni lavora e sta sul mercato coniugando solidarietà con fatturati, creazione di lavoro con innovazione. Racconta il suo amministratore delegato Pierluigi Tacinelli: «La coop è nata come una sfida, per creare opportunità di lavoro dentro l’information tecnology che nasceva in quell’inizio anni Novanta. Chi la creò, inizialmente pensava di dare un futuro ai suoi due figli. Da lì in poi, di cose ne sono state fatte tante».
Stiamo parlando di una realtà che vede al lavoro 120 persone, una quarantina con disabilità. Che ha collaborato con enti pubblici, aziende private, grandi assicurazioni, oggi con case di riposo che vogliono introdurre la domotica nelle stanze degli ospiti. Da qui al resto del Nord Italia, problemi non ce ne sono. «Anche portare internet in Lessinia laddove non arrivava, per le famiglie con persone con disabilità. E ancora adesso abbiamo più di mille clienti collegati...», racconta Tacinelli.
E ancora: cybersecurity, software personalizzati, integrazione tra sistemi produttivi, intelligenza artificiale applicata, digitalizzazione dei flussi dalla produzione alla logistica per evitare sprechi e colli di bottiglia...
Per l’editoria, la digitalizzazione di 350mila pagine del quotidiano L’Arena, o delle pratiche edilizie comunali, la progettazione di reti e comunicazioni e... basta chiedere: la forte conoscenza delle tecnologie digitali fa di Galileo una delle più importanti realtà del settore. Cinque asset produttivi, legati dallo stesso motto: non è (solo) business, è inclusione: «Crediamo in una società in cui le diversità siano valorizzate e il lavoro diventi strumento di integrazione e crescita personale», chiosa Tacinelli.
In Italia, la disabilità è spesso confinata in un perimetro che lascia il 71,4% delle persone in una condizione di inattività, trasformando il potenziale umano in un costo passivo per lo Stato e per le famiglie. «Abbiamo ribaltato il paradigma trasformando il costo sociale in gettito fiscale e valore produttivo – conclude l’amministratore delegato –. Inserendo lavoratori qualificati nei mercati high-tech, generiamo indipendenza economica e dignità professionale. Non chiediamo assistenza, ma produciamo ricchezza attiva per il territorio attraverso l’eccellenza operativa».

Tutti i diritti riservati

!w-[42px] !h-[42px]
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone?
Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App:
In fase di aggiornamento...

w-fullw-full