Domandate pace per Gerusalemme…” Le parole del salmo 121 risuonano nella nostra mente nel momento in cui riprendiamo il volo per l’Italia, dopo un breve ma intenso viaggio in Terra Santa. Siamo un piccolo gruppo, tre sacerdoti e due operatori dell’agenzia viaggi Experience Travel. Ci siamo recati nei luoghi del nostro Salvatore, per valutare la possibilità della ripresa dei pellegrinaggi dopo la tragica esperienza della guerra a Gaza e in altre parti di questa regione.Le visite si sono svolte in sicurezza, in modo inusualmente agile considerata la scarsa presenza di pellegrini. Abbiamo gustato il silenzio, la possibilità di sostare presso i luoghi santi per tempi prolungati. Le celebrazioni eucaristiche, nelle basiliche che conservano la memoria degli eventi della salvezza, sono state l’apice di questi giorni di grazia. In modo speciale, porto nel cuore la santa Messa nell’edicola del Santo Sepolcro, presso la lastra tombale sulla quale fu deposto il corpo del Figlio di Dio. Ricordo il silenzio, la pace interiore ed esteriore di quel momento. Penso al silenzio della notte della Risurrezione e prego perché questo popolo possa davvero rinascere alla speranza.Abbiamo incontrato tante persone: cristiani, in particolare. Dal vescovo William Shomali, ausiliare del Patriarcato Latino, alle suore dell’Istituto Effetà di Betlemme, per bambini con disabilità uditiva. Abbiamo ascoltato storie di sofferenza e di amore sincero, abbiamo raccolto aneliti di pace e desideri di una speranza concreta e possibile.Non posso dimenticare i tanti “grazie” ricevuti da tutte le persone incontrate; sono espressione della riconoscenza sincera di chi, nel pellegrino che arriva, scopre un messaggio importante: non siamo soli!Don Andrea Ronconi
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