«In pellegrinaggio anche noi chiamati a dire il nostro sì»

La lezione di padre Nicola Ventriglia, coordinatore dei cappellani italiani al servizio del Santuario Nostra Signora di Lourdes

| DI Lorenzo Padovani

«In pellegrinaggio anche noi chiamati a dire il nostro sì»

Padre Nicola Ventriglia

Nelle settimane scorse è stato ospite nella diocesi di Verona padre Nicola Ventriglia, coordinatore dei cappellani italiani al servizio del Santuario Nostra Signora di Lourdes. Ai piedi dei Pirenei,  dove nel 1858 la Vergine Maria è apparsa a Bernadette Soubirous, arrivano ogni anno tra i 5 e i 6 milioni di visitatori complessivi da tutto il mondo e l’Italia è costantemente tra i Paesi leader per numero di presenze. 
Religioso appartenente alla Congregazione degli Oblati di Maria Immacolata (Omi), padre Ventriglia ha ricevuto questo incarico nel 2012 e da allora, come ha testimoniato nei libri pubblicati, ha incontrato molte persone e accompagnato tanti pellegrini, mediante la materna intercessione di Maria. Nell’incontro, organizzato da Unitalsi Verona insieme al Servizio per la pastorale della salute diocesano, ha offerto un approfondimento sul tema pastorale 2026 del santuario francese: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te”. Ha spiegato: «Meditando l’icona dell’Annunciazione si nota bene che l’angelo Gabriele, in realtà, non dice: “Ave Maria piena di grazia”, ma “Ave piena di grazia”; Maria viene salutata proprio in quanto ricolma di grazia. Si tratta di un’espressione e di una parola inaudita, mai apparsa prima nei libri sacri, che definisce l’identità stessa di Maria e il piano salvifico di Dio verso di lei». Ha aggiunto ai tanti operatori pastorali, volontari, fedeli presenti: «Mentre Maria cerca il senso di questo saluto con fede, il racconto evangelico ci offre un termine di paragone: Zaccaria. L’angelo si reca da Zaccaria nel luogo sacro per eccellenza, il Tempio, durante il suo servizio sacerdotale. Eppure, nonostante la solennità del momento, Zaccaria non crede all’annuncio della paternità e viene per questo reso muto. Al contrario, la seconda apparizione avviene in Galilea, una terra considerata insignificante, e si rivolge a una donna, Maria, che non consulta nessuna autorità umana ma risponde direttamente: “Avvenga di me quello che tu hai detto”». 
Tutto questo conduce secondo il cappellano al cuore del dogma dell’Immacolata Concezione, confermato a Bernadette Soubirous, ragazzina poverissima, analfabeta e che non valeva niente agli occhi del mondo, a cui «Maria sceglie di apparire non in un palazzo, ma in una grotta sporca dove andavano i maiali». Da notare un aspetto importante: «Durante le apparizioni, la Madonna non rivela subito il suo nome, ma restituisce a Bernadette la sua dignità, chiedendole “la grazia” di tornare alla grotta per quindici giorni e dandole del lei. Bernadette accetta, nonostante le fatiche e i duri interrogatori del commissario Jacomet. La sua umiltà resta totale: rifiuta persino una corona d’oro in cambio della sua di corno, affermando che a lei “sta bene quella di corno”. Le apparizioni la cambiano perché la portano a Gesù, che è il vero cuore del Vangelo». Parlando pure ai tanti pellegrini che anche quest’anno da Verona andranno a Lourdes, ha detto: «Per l’associazione Unitalsi, vivere questo tema significa essere messaggeri della bella notizia attraverso il servizio. L’esperienza di Lourdes deve essere concreta: fatta di acqua, roccia e contatto con la sofferenza. Un aspetto fondamentale da recuperare è la sacralità del silenzio alla Grotta, un luogo che va protetto dalle distrazioni, come l’uso dei cellulari». 
In particolare a loro padre Ventriglia ha presentato i segni proposti quest’anno al più famoso santuario mariano: il foulard da vivere come segno della veste battesimale e della vita nuova; il gesto dell’acqua che non si farà più alle piscine (che saranno aperte solo per il bagno completo), ma alla Rotonda del Buon Samaritano o durante celebrazioni specifiche; l’offerta della candela e le intenzioni di preghiera scritte su un foglietto, che verranno affidate ogni giorno a una comunità religiosa di clausura a Lourdes. In conclusione, ha esortato: «Come Maria a Nazareth e Bernadette a Lourdes, anche noi siamo chiamati a dire il nostro sì. Non siamo chiamati perché siamo i migliori, ma in quanto graziati. Il pellegrinaggio deve essere un’occasione per non nascondersi dietro il servizio, ma per lasciarsi condurre da Maria a Gesù, proprio come accadde a Pietro sul lago di Tiberiade: nonostante i suoi errori, Gesù gli chiede solo “Mi ami?” e gli affida la sua Chiesa. Siamo collaboratori della Vergine con l’unica gioia di portare tutti a suo Figlio».

Tutti i diritti riservati

!w-[42px] !h-[42px]
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone?
Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App:

w-fullw-full