È in arrivo un cambio di sede imminente per il Centro di pastorale immigrati (Cpi) della Diocesi di Verona, che lascia Stradone Antonio Provolo per trasferirsi in Borgo Roma, nei locali adiacenti alla parrocchia di San Giacomo Maggiore.
Per inaugurare i nuovi spazi, via Lussino 2 ospiterà dal 25 al 27 settembre una serie di iniziative dal tema In cammino con i popoli del mondo, nei giorni in cui cade anche la domenica della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.
Venerdì 25 settembre, alle 21, l’incontro Anche uno solo di questi bambini – Per una Chiesa umana e solidale: la dottoressa Flaminia Vola (responsabile della sezione Ascolto e Dialogo del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale) dialogherà con Lucia Vantini (delegata episcopale per l’ambito della prossimità); le conclusioni saranno affidate al vescovo Domenico Pompili. La serata vedrà anche l'intervento del coro giovani del Cpi.
Si entrerà, poi, nel vivo sabato 26 settembre con l’inaugurazione della nuova sede del Cpi dalle 16. Farà seguito la celebrazione della Messa, alle 18, presieduta dal vescovo Domenico Pompili e animata dal coro delle comunità degli immigrati cattolici. Al termine, apericena con degustazioni di specialità provenienti dal mondo.
Giovedì 1° ottobre, infine, apertura del mese missionario con una serata (dalle 20.30) di animazione missionaria, con canti e testimonianze.
Il trasferimento e il nuovo assetto
L’idea del trasferimento è arrivata dopo un’attenta analisi demografica, condivisa anche dallo stesso vescovo Domenico Pompili: il contesto di Verona Sud «risulta essere un territorio fortemente segnato dalla presenza di cittadini immigrati o con background migratorio», ha spiegato don Giuseppe Mirandola, incaricato per il Cpi. Una percentuale maggiore anche prendendo in esame zone come Veronetta. Collocare il Cpi in tale contesto significa, dunque, cogliere più efficacemente i bisogni e le caratteristiche di queste dinamiche.
Il maggiore elemento di novità sarà costituito dall’utenza con cui il Centro entrerà in contatto: mentre in precedenza era consueto l’arrivo delle persone tramite le cooperative di accoglienza, in Borgo Roma si cercherà di intercettare i residenti del quartiere stesso e coloro che lo frequentano. Per quanto riguarda gli spazi propri utilizzabili, saranno minori rispetto a Stradone Provolo, ma con la possibilità di usufruire all’occorrenza dei locali parrocchiali. Questa riorganizzazione, spiega don Giuseppe, «permette di mettere a frutto strutture già presenti».
Saranno diversi, poi, gli elementi di continuità nelle attività svolte: procedono l’accompagnamento delle comunità cattoliche linguistiche – tra cui quella anglofona nigeriana di San Giacomo – e l’animazione parrocchiale. La gestione del Cpi, che afferisce alla Fondazione Migrantes, farà sempre capo a don Giuseppe Mirandola e al diacono Giuseppe Fiorio, affiancati dalla segreteria, e proseguirà la collaborazione con altri centri e servizi diocesani, tra cui quello missionario. «Lavoriamo molto con un'equipe composta dai cappellani delle comunità e da altre persone che le seguono, tra cui alcune suore, e poi abbiamo un gruppo di giovani». A questa squadra si aggiungono i volontari «che in tutti questi anni hanno portato avanti un servizio importante di insegnamento dell'italiano».
Il focus primario della zona di San Giacomo sarà favorire l’incontro tra giovani e adulti, anche appartenenti ad altre fedi: «Riuscire sul territorio a proporre un'attività per giovani cattolici cristiani, ma anche appartenenti ad altre religioni, nello specifico musulmani». Puntualizza, infine, don Giuseppe: «Prendiamo la Bibbia, prendiamo il Corano, facciamo un percorso, ci confrontiamo, dialoghiamo. Io credo che sia a tutto beneficio del vivere assieme e andrebbe a sciogliere anche certi pregiudizi».