I numeri di una Chiesa con luci e qualche ombra

L'analisi di don Davide Adami e una lettura oltre i dati di bilancio

| DI Luca Passarini

I numeri di una Chiesa con luci e qualche ombra
«Il Bilancio di missione pastorale è un’occasione per raccontare la vita ordinaria di una comunità, ma anche per vivere un doppio esercizio: quello della sinodalità e quello di imparare a leggere la realtà, di prendere consapevolezza di quello che esiste, di maturare uno sguardo onesto e consapevole su ciò che siamo». Il delegato per l’ambito dell’annuncio, don Davide Adami, introduce così.
E iniziamo proprio con lui ad entrare nelle pagine, nelle parole, nei numeri di questa pubblicazione (a disposizione per tutti in digitale sul sito chiesadiverona.it e con una copia cartacea per ogni parrocchia). I numeri delle persone coinvolte nelle attività ecclesiali per l’anno 2025, è evidente dallo sfogliare le pagine, sono molto alti, segno che la Chiesa di Verona è ancora molto attiva e risulta interessante.
Evangelizzazione. Il 20% delle parrocchie veronesi propone percorsi di catechesi per bambini in età 3-6 anni; il 92% per la fascia di età scuola primaria; il 90% secondaria di primo grado; l’80% hanno il gruppo adolescenti (14-18enni); il 29% il gruppo giovani (19-30enni). E ancora: il 77% organizza Grest (che coinvolgono 19.053 ragazzi e 7.231 animatori); il 61% campi estivi che vedono partecipare 9.142 ragazzi, 2.067 animatori giovani, 1.434 adulti; il 65% propongono catechesi per adulti (contando anche cicli periodici); il 32% ha un gruppo sposi; il 38% organizza percorsi di preparazione al sacramento del matrimonio.
Moltissimi sono i bambini e ragazzi che partecipano agli incontri di catechesi in parrocchia e sono state quasi 600 le presenze ai momenti di formazione e spiritualità promossi dal Servizio catechistico diocesano.
Accanto a questo, hanno sfiorato di poco quota 10mila le presenze a quanto organizzato dal Centro di pastorale ragazzi (Cpr), in particolare ritiri nei tempi forti o prima dei sacramenti, campiscuola e appuntamenti speciali.
Alzando leggermente l’età, supera di un centinaio abbondante le 8mila il conto delle presenze alle attività del Centro di pastorale adolescenti e giovani (Cpag), tra cui campiscuola, formazioni, viaggi di missione, proposte spirituali. A quanti sono stati raggiunti da Cpr e Cpag vanno aggiunte le oltre 450 presenze contate dalla Domus Pacis. Il tutto senza considerare percorsi particolari (Corsi Alpha, Dieci Parole, seminari, ecc.) e quanto proposto da organizzazioni laicali, come Azione Cattolica, scout, circoli Noi.
A partire da questi numeri commenta Adami, «siamo ancora molto sbilanciati, per certi aspetti, a quello che è l’ambito dei ragazzi e dei giovani; la maggior parte delle azioni, dell’annuncio, dell’evangelizzazione, riguarda soprattutto la scuola primaria e la scuola secondaria. Meno attenzione c’è rispetto a quello che è il mondo degli adulti, anche se non mancano azioni che riguardano servizi formativi, per esempio per coloro che si preparano al matrimonio o per il battesimo. Tanto è vero che nell’Assemblea diocesana è, appunto, uscita la priorità di formare una fede che sia adulta. E qui va evidenziata la presenza dello Studio teologico e dell’Istituto superiore di Scienze religiose che offrono un percorso di preparazione e di riflessione non solo della teologia nel senso astratto, speculativo, ma anche nell’aspetto pratico che diventa un’opportunità sia per il proprio percorso di fede sia come formazione per accompagnare il cammino dei ragazzi».
Ministerialità e liturgia. Tra le parrocchie veronesi il 40% ha il gruppo liturgico; il 55% ha gruppi di preghiera con appuntamenti stabili; il 39% fa proposte di Lectio divina (contando anche cicli periodici); il 20% ha gruppi di lettura della Bibbia.
Si contano, a livello diocesano, 2.900 ministri straordinaria dell’Eucaristia (dei quali 46 istituiti nel 2025), 259 accoliti (12 dei quali istituiti nel 2025) e 2 lettori.
Oltre 8mila sono le persone (59,12% donne) impegnate nella catechesi o nella preparazione ai sacramenti. Restando sui numeri: 160 pellegrini con l’apposito Servizio diocesano; 320 persone accolte nelle sole case diocesane di spiritualità (San Fidenzio e Roverè Veronese). Sottolinea il delegato: «Altro marcatore è quello di una ministerialità che è sì diffusa, ma molto focalizzata sulla dimensione delle fragilità e delle fatiche. Mancano altre forme: si tratta appunto di pensarle e crearle come è emerso ancora una volta dall’Assemblea».
Don Davide Adami aggiunge un altro elemento di lettura cioè «quello dato dal contesto plurale su cui la Chiesa di Verona vive e fa fronte. Potrebbe spaventare e invece va colto come un’opportunità di confronto e condivisione, se pensiamo al numero di non italiani che decide di essere presente alle ore di Insegnamento della religione cattolica. Credo che il futuro della trasmissione del Vangelo – conclude il sacerdote – dovrà fare i conti con un’attenzione importante alla qualità delle relazioni, che diventa il modo con cui noi possiamo raccontarci, prestando attenzione alla grammatica, all’alfabeto, di quella che è la nostra fede nel mondo quotidiano di oggi».

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