“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”: è questa la Parola che, tra le tante, descrive il viaggio vissuto in Thailandia, nel quale siamo stati chiamati a tenere costantemente il cuore aperto a ciò che è “diverso” da noi, per scoprirci così attesi dagli incontri che ricreano continuamente la nostra vita: quelli con l’altro e quello con l’Alto.
Dal 16 al 30 agosto siamo partiti in 26 giovani per vivere insieme questa esperienza, accompagnati da don Matteo Malosto e da Chiara Marchesini, giovane volontaria di Young Caritas. Il viaggio è stato organizzato dal Centro di pastorale adolescenti e giovani e dalla Caritas diocesana veronese, in collaborazione con la Diocesi di Chiang Mai. Guardiamo con gratitudine alla storia di amicizia che lega le Diocesi del Triveneto a quella di Chiang Mai, consolidata negli anni grazie a un duplice movimento: quello dei sacerdoti missionari fidei donum che hanno raggiunto “la terra dei sorrisi” e quello di diversi preti thailandesi che hanno approfondito i loro studi in Italia e che si sono fatti conoscere nelle nostre comunità per la loro fede, il loro impegno e la loro gentilezza.
In modo particolare ci riempie di riconoscenza aver avuto la possibilità di conoscere la storia di don Giuseppe Berti, che abbiamo ricordato celebrando l’Eucaristia con il vescovo di Chiang Mai, Peter Suphot Roeksujarit: ci ha stupito profondamente la fecondità di questa vita e il modo in cui, grazie alla sua presenza e a quella di diversi confratelli, Gesù sia stato conosciuto in questa terra.
I primi tre giorni li abbiamo vissuti a Bangkok, dove abbiamo potuto iniziare ad entrare nella storia della Thailandia e nella sua cultura; l’accoglienza è stata a dir poco calorosa, con tante sorelle e fratelli che si sono messi a nostra disposizione con il desiderio di farci gustare la bellezza: quella del creato, dei templi, delle città, del cibo e delle persone. Nei giorni seguenti ci siamo spostati a Chiang Mai e quindi ci siamo divisi in piccoli gruppi per vivere sei giorni in diversi villaggi situati all’estremo nord del Paese: luoghi spesso incontaminati, abitati ancora oggi dalle tribù, gruppi etnici che si contraddistinguono per lingue e costumi antichissimi.
La parte del viaggio di cui assolutamente non vorremmo fare a meno è stato condividere la vita con i sacerdoti e gli abitanti di Chiang Dao, Khun Yuam, Mae Sa Riang, Mae La Noi, Samoeng e Huoy Ton Nun: conoscere le loro storie, condividere il cibo e animare le lezioni nelle scuole sono state occasioni per aprire il cuore e lasciarci incontrare dal Signore e dai fratelli. Abbiamo cercato di vivere questo tempo mantenendo il più possibile il cuore aperto, sia all’altro sia a Dio, che è sempre infinitamente oltre noi, ma totalmente presente.
Un modo per farlo è stato quello di celebrare l’Eucaristia tutti i giorni, per lasciarci incontrare, come poveri, dall’Amore, che non ci chiede di essere perfetti, ma ci ama gratuitamente, senza meriti da parte nostra. Siamo rimasti stupiti dalla fede del popolo thailandese, dalla sua accoglienza e dalla sua generosità: anche in luoghi di grande povertà siamo stati raggiunti da uno sguardo di gratitudine, da un piatto di cibo caldo o da una parola di benedizione.
Terminati i giorni nei villaggi, ci siamo riuniti per condividere ciò che avevamo vissuto ed entrarvi in profondità: è stato in questo momento che abbiamo notato come, da 28 sconosciuti, siamo diventati gli uni per gli altri fratelli, sorelle, padri e madri, nonostante le diverse provenienze, storie di fede e percorsi di vita. Sono stati giorni preziosi, ma crediamo che non possano rimanere una parentesi nella nostra vita: va dato loro il tempo perché siano elaborati e trasformati in un modo trasfigurato di stare nel mondo, decentrati da noi stessi e desiderosi di amare, a partire anche da ciò di cui abbiamo fatto esperienza in Thailandia.
Nel tornare risuonano infine potenti le parole che ci ha consegnato il vescovo di Chiang Mai: «Non lasciate che la Thailandia sia soltanto un luogo che avete visitato. Lasciate che sia un luogo dove Dio ha toccato il vostro cuore. E se un giorno la vostra fede si sentirà stanca, ricordate la Parola di oggi: “Dio è fedele”. Prima ancora che noi riusciamo a essere fedeli a Lui, Egli è sempre fedele a noi».