I campiscuola a Roverè per forgiare i nostri ragazzi

Fino al 28 agosto la Casa diocesana ospita centinaia di giovanissimi

| DI Marta Bicego

I campiscuola a Roverè per forgiare i nostri ragazzi
Nove settimane, 80 partecipanti per campo ai quali si aggiungono una quarantina di persone tra animatori e volontari. Dal 14 giugno al 28 agosto, un esercito di quasi 800 ragazzi e ragazze – di quarta e quinta elementare e di prima e seconda media – si prepara a “invadere” la Lessinia, ma in maniera pacifica.
Perché, terminate le scuole, non si può dire estate senza che inizino i campiscuola organizzati dal Centro di pastorale ragazzi (Cpr) per far vivere momenti di vita spirituale, aggregazione, divertimento. E per lasciare un segno concreto nelle vite delle giovani generazioni, lascia intendere don Mattia Mengalli, responsabile del Cpr, nell’anticipare alcune novità che accompagneranno questa stagione. Innanzitutto una diversa sede, che dopo decenni non è più quella in località Tracchi di Bosco Chiesanuova, ma nel Comune di Roverè, presso la Casa diocesana di formazione in via Monterecamao.
Nuovo è poi il tema scelto dalla équipe del Cpr, “Camelot”, «che ha come punto di partenza l’anniversario degli 800 anni dalla morte di san Francesco, lui che sognava di diventare cavaliere di Dio». Un viaggio simbolico nel mondo cavalleresco, con le figure di re Artù e Merlino, le cui gesta si intrecciano con la spiritualità del santo di Assisi. Questa dimensione magica permette di veicolare un messaggio educativo: «Imparare lo stile del cavaliere, che non è quello di vincere sugli altri grazie alla forza, ma di guardarsi attorno e coinvolgere le persone, riscoprendone il valore. Questo permette di riscoprire l’importanza della collaborazione nella comunità, per cui io valgo non tanto per quello che produco, ma perché sono dentro a una relazione con Dio e con gli altri».
Qui il valore: far vivere i mesi estivi non come un passatempo, ma come un tempo pieno di momenti significativi, di esperienze forti come inizio di un cammino. «Noi la viviamo come una missione – continua don Mengalli –: accompagnare, educare questi ragazzi all’incontro con Cristo dentro un cammino di fede, come già avviene nelle parrocchie, che però faticano ad organizzare un campo da sole. Quindi, come diocesi, offriamo questo servizio». Che è utile ad ampliare gli orizzonti dei ragazzi, a farli uscire dai propri confini per aprirsi ad altre realtà. E per insegnare loro qualcosa: «Un’educazione alla pace, ai principali valori cristiani, quindi al bello, senza mai dare nulla per scontato. Insieme affrontiamo un cammino spirituale per introdurre all’incontro con il Signore nella Messa, con l’adorazione eucaristica o attraverso la confessione». Questo avviene nella cornice della natura, che permette di alzare lo sguardo e di riconoscere la bellezza di tutto ciò che ci circonda.
Altro appuntamento molto partecipato, visto che sono attesi oltre 3.500 partecipanti, sarà quello in calendario giovedì 3 luglio con la terza edizione del Grestival, ospitato al Parco Movieland. Si tratta dell’incontro diocesano che riunisce tutti i protagonisti dei Grest parrocchiali della diocesi: bambini, ragazzi, adulti, animatori, volontari, famiglie. Un’altra occasione di annuncio che unirà il divertimento a parentesi di riflessione e preghiera assieme al vescovo Domenico Pompili.
Infine, i ragazzi e le famiglie che prenderanno parte ai campiscuola di Roverè si ritroveranno domenica 20 settembre nella sede del Centro pastorale ragazzi, presso il Centro Carraro di lungadige Attiraglio, per una giornata di festa.
Non per scrivere la parola fine, conclude don Mengalli, anzi: «Con momenti di preghiera, la Messa con il Vescovo, il pranzo insieme e giochi condivisi. Non per festeggiare la fine dell’estate, ma piuttosto per ripartire con un nuovo anno pastorale».
Sul sito del Cpr (ragazzi.chiesadiverona.it) sono disponibili tutte le informazioni utili. Quanto alle iscrizioni ai campiscuola, rimangono una manciata di posti liberi ma solo nella penultima e ultima settimana di agosto.

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