Che ansia i giovani! E che fatica capirli per i genitori

Aspettative eccessive, confronti continui e lo stato d’animo diventa una patologia

| DI Matilde Santi

Che ansia i giovani! E che fatica capirli per i genitori

© Foto Efurorstudio@123RF.com

L’ansia è un’emozione che nasce come risposta naturale a situazioni che vengono percepite stressanti o minacciose, è quello stato emotivo che davanti ai pericoli, talvolta anche non imminenti e concreti, fa suonare dentro di noi un campanello d’allarme. È un’emozione, dunque, di per sé positiva perché ci attiva e ci fa rimanere attenti e vigili. 
Diventa, però, negativa quando oltrepassa la soglia di sopportazione, quando quel campanello lo fa “suonare” troppo spesso, divenendo disfunzionale e interferendo, in questo modo, anche sulla nostra quotidianità e su tutte quelle scelte e azioni che compiamo ogni giorno. E questa “ansia negativa” sembra essere sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani. Per questo, per capire meglio tale fenomeno, abbiamo incontrato Riccardo Corsi, psicologo psicoterapeuta analitico transazionale veronese.
«È vero, si tratta di un fenomeno sempre più in aumento», inizia a spiegare Corsi e prosegue: «Spesso alla base di quest’ansia disfunzionale ci sono la pressione scolastica, gli obiettivi che ci imponiamo di raggiungere, a ogni costo, le aspettative degli altri insieme alle continue valutazioni. Colpisce in modo particolare le ragazze e i ragazzi, che crescono con l’idea di non essere mai abbastanza all’altezza delle aspettative».
Sono proprio i giovani, precisa lo psicologo, a soffrirne maggiormente, in particolare nella fascia d’età tra i 19 e i 28 anni. «Non sono così frequenti i casi, già nei giovanissimi, in cui compaiono i segnali di un’ansia disfunzionale: non si fanno diagnosi di psicopatologia negli adolescenti. Infatti, mentre questi ultimi attraversano un periodo particolare della loro crescita, durante il quale vivono cambiamenti fisici e ormonali e affrontano, quindi, un naturale disequilibrio – su tutti i fronti – e perciò trovarsi in questo particolare stato emotivo è normale, la situazione si aggrava quando questo normale disequilibrio non cessa dopo il periodo dell’adolescenza e prosegue anche nel giovane adulto».
Sono molti i fattori e le cause che contribuiscono a questo stato negativo di ansia. «Spesso l’origine dell’ansia risale, in qualche modo, ai genitori – ci dice Corsi –. Sui figli, molto spesso, viene riversato tutto il carico di responsabilità che i genitori sentono di avere nei loro confronti. I genitori di oggi hanno il merito di prestare molta attenzione ai figli e di ascoltarli, diversamente forse da quanto accadeva anni fa, ma hanno paura di fronte al dolore dei loro ragazzi, non sanno vivere le emozioni negative né li sanno accompagnare attraverso».
Ma, chiaramente, non si possono imputare tutte le colpe ai genitori: infatti «anche i social network fanno la loro parte. Siamo costantemente bombardati da immagini di corpi che sembrano perfetti e di vite che appaiono sempre sorridenti. Questo non combacia con il vissuto dei giovani, i quali, una volta terminata la scuola superiore, si trovano a dover affrontare e a gestire la vita “vera”, a fare i conti con il mondo degli adulti, con il lavoro e, talvolta, con scelte universitarie (e non solo) sbagliate. Il continuo utilizzo dei social, poi – sottolinea lo psicologo – espone i giovani a un costante confronto con gli altri e li sottopone a un martellante giudizio. Inoltre, è deleterio rendersi conto che l’immagine che si vuole dare di sé e della propria vita, attraverso i post, non combacia con quello che, effettivamente, i ragazzi e le ragazze provano e sentono». 
A tutto questo si aggiunge l’incertezza del futuro, che i giovani più di tutti sentono come pressante: le crisi climatiche ed economiche, l’instabilità del mondo del lavoro e i contratti che non garantiscono un futuro sicuro, la disillusione per le continue guerre, fatti che simboleggiano il fallimento degli adulti. Rimangono ancora, inoltre, le tracce della pandemia, con tutti i “traumi” dovuti all’interruzione della socialità. 
«Questo fenomeno potrebbe essere visto e interpretato come una sorta di “protesta” messa in atto dai giovani: l’ansia si presenta come il sintomo che qualcosa nel mondo dei grandi non sta andando, ha fallito – spiega ancora Corsi –. Non si tratta di una protesta attiva, che si ribella e si agita, propria degli adolescenti, quella cui eravamo abituati ad assistere. Piuttosto, è passiva e rischia di divenire frustrante proprio per gli stessi giovani, anche se a noi adulti può dare uno spunto positivo: c’è bisogno di un cambio di rotta, di un cambiamento». 
A confermare quanto questo fenomeno può essere dannoso per i ragazzi è il numero, in aumento, degli accessi al pronto soccorso e di richiesta di terapie neuropsichiatriche: «Chi prova quest’ansia, sta male: dai sintomi fisici, come tachicardia, tensioni muscolari o mal di stomaco, a quelli psicologici, come pensieri catastrofici e continua focalizzazione su ciò che di peggio può accadere, difficoltà di concentrazione, paura di perdere il controllo, nervosismo, costante bisogno di essere rassicurati da qualcuno».
Infine, un consiglio. «Per i genitori, o per chiunque stia vicino a un ragazzo o a una ragazza che soffre d’ansia, è quello di cercare di non farsi prendere dal panico e, a propria volta, dall’ansia, anche se potrebbe risultare difficile: essere, quindi, “bastoni” per i propri figli, cui potersi riferire e appoggiare. Per i ragazzi, invece, consiglio sempre di provare con le tecniche di respirazione per rilassarsi e poter ritornare nel qui e ora: quando si vede tutto in maniera catastrofica, è fondamentale riportare il sistema cognitivo nel presente, osservando tutto quello che abbiamo intorno e riallineare il corpo con la mente».

Tutti i diritti riservati

!w-[42px] !h-[42px]
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone?
Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App:

w-fullw-full