Negli ultimi anni il Servizio Catechistico diocesano e la Fondazione Chiese Vive hanno collaborato per un progetto comune: offrire agli operatori pastorali attivi in diocesi delle occasioni di incontro con il tesoro di bellezza conservato nelle chiese del centro città, nella forma di catechesi con l’arte a più voci. Si tratta di esperienze di formazione pensate, nello stile e nei contenuti, come “momenti di respiro, di riposo e di pace” (card. Martini).
Su questa scia, nei mesi scorsi, è stato ideato e programmato il prossimo incontro, intitolato “Passaggi di vita, passaggi di fede: intorno a due giganteschi san Cristoforo dipinti”. Si terrà venerdì 23 ottobre dalle 18.30 nella basilica di San Zeno a Verona, grazie alla generosa accoglienza dell’abate mons. Giovanni Ballarini, che porterà il proprio saluto.
Crediamo che san Cristoforo possa essere modello di vita capace, anche oggi, di convertire in maniera evangelica i modi di guardare, di sentire e di agire, e siamo convinti che l’arte sia un linguaggio privilegiato per creare le condizioni affinché avvenga questo processo di trasformazione.
La basilica dedicata al nostro patrono custodisce, per il Medioevo, ben tre testimonianze, tutte dipinte, di questo santo. Se allarghiamo lo sguardo, è interessante sapere che nel territorio della diocesi veronese ne rimangono, per il periodo XIII-XV secolo, ben quattordici all’esterno di chiese e campanili, e tre sul fronte di residenze private.
La catechesi di venerdì valorizzerà, in particolare, l’affresco visibile lungo la navata della chiesa plebana, realizzato intorno al 1280. Reprobo – il nome prima del battesimo – vi è ritratto gigantesco: per i viaggiatori di passaggio in San Zeno (abbazia benedettina sorta su un’area, fin dall’età romana, crocevia di importanti strade di comunicazione) e per i fedeli, la sua visione giornaliera, infatti, garantiva contro i pericoli della morte improvvisa, tanto temuta dall’uomo medievale, perché impediva la possibilità di pentimento.
La raffigurazione sanzenate, che mostra Cristo in spalla e il santo nell’aspetto del traghettatore a servizio del prossimo, è quella più nota nell’immaginario comune. In realtà sono molteplici, lungo i secoli, le modalità di rappresentazione delle vicende di Cristoforo, anche in forza dell’affermarsi della sua tradizione agiografica, con differenze notevoli tra l’Oriente e l’Occidente.
La partecipazione è gratuita previa iscrizione (fino a esaurimento posti) tramite il portale iscrizioni.chiesadiverona.it.
Per info: catechesi@diocesivr.it.