Si allarga a Verona la famiglia degli studentati destinati agli universitari: è stato inaugurato lo scorso venerdì 17 aprile lo student housing in via Merano, nel cuore di Borgo Roma. L’iniziativa, portata a termine da Ater Verona (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale), rappresenta una risposta concreta alla domanda di alloggi sempre in crescita per la popolazione studentesca dell’Ateneo scaligero, arrivata a contare quasi 30mila iscritti, di cui il 20% fuori sede.
L’intervento ha riguardato la riqualificazione integrale di uno stabile pre-esistente, secondo un progetto all’insegna di una migliore qualità di vita per chi ci abiterà e di un incoraggiamento alla socialità. «Questa iniziativa – come ha spiegato il direttore generale di Ater, Franco Falcieri – fondamentalmente nasce con l’acquisto da parte di Ater dall’Istituto assistenza anziani nel 2006» e, dopo aver intercettato un finanziamento Por nel 2020 per sostenere l’opera, sono iniziati ufficialmente i lavori nel marzo del 2021. Poi in corso d’opera, «purtroppo siamo andati in risoluzione contrattuale per alcuni gravi inadempimenti della ditta appaltatrice e a quel punto lì abbiamo avuto anche un fermo di cantiere che è durato più di un anno».
La spiacevole circostanza, infine, si è sbloccata circa un anno fa con l’individuazione da parte del consiglio di amministrazione di Ater di uno strumento finanziario concesso dal Pnrr e destinato di conseguenza a tale progetto di ristrutturazione. L’intera operazione ha richiesto un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro, di cui un milione e 150mila derivanti come detto dal Pnrr, che dedica specificatamente dei fondi anche allo student housing.
La moderna struttura è dotata di 19 alloggi e complessivamente 52 posti letto, spiega così Falcieri: «Darà disponibilità di 52 alloggi divisi in 14 camere singole e le rimanenti 38 doppie, con l’obiettivo di garantire anche la qualità di quello che è il servizio che offriremo». Oltre alle abitazioni, l’edificio ospita due ampie aree comuni, concepite come spazi aggregazione per studio e ricreazione al fine di favorire la socialità tra i residenti anche con l’esterno.
Uno degli aspetti più rilevanti della ricostruzione dello stabile riguarda l’impatto ambientale e la sicurezza: grazie a degli interventi di efficientamento energetico e adeguamento sismico, infatti, l’edificio ha compiuto un salto di quattro classi energetiche, passando dalla classe E alla classe A4. Il presidente di Ater Verona, Matteo Mattuzzi, si è fatto portavoce proprio dell’importanza di un traguardo del genere, evidenziando come «riqualificare un edificio, abbattere i costi energetici e fornire agli studenti universitari ambienti e luoghi consoni dove alloggiare e studiare, raggiunga un obiettivo sociale e culturale di grande valore».
Il taglio del nastro di qualche giorno fa ha rappresentato anche l’occasione per celebrare il gioco di squadra tra gli organismi regionali in questione, ossia Ater e l’ente per il diritto allo studio Esu Verona. «Circa un terzo della struttura – è intervenuto Claudio Valente, presidente dell’Esu – sarà gestito direttamente da Esu a prezzi calmierati per agevolare gli studenti meno abbienti, mentre per i restanti posti Ater applicherà dei canoni inferiori ai prezzi di mercato».
È l’intero mercato di affitti che sarà coinvolto, infatti, nell’iniziativa di studentato: l’impatto dell’opera non si limita solo l’ambito universitario, ma mira all’intero sistema. Il consigliere regionale Matteo Pressi ha portato il suo punto di vista, su delega del presidente della Regione Alberto Stefani, spiegando come la creazione di studentati alleggerisca la pressione sul mercato degli affitti privati a vantaggio delle famiglie veronesi: «Se noi riusciamo a dare ospitalità agli studenti all’interno delle strutture deputate, togliamo questa parte di domanda dal mercato degli affitti tradizionali e creiamo un beneficio per tutta la collettività».
Ora, a lavori e collaudi conclusi, il cronoprogramma prevede le fasi finali con il completamento degli arredi nelle prossime settimane. Lo scopo, insomma, è quello di pubblicare il bando per le assegnazioni a breve in modo tale da accogliere i primi studenti a partire da settembre 2026 con l’inizio del nuovo anno accademico. Si può dire, in conclusione, che l’intervento di via Merano rappresenti una corretta applicazione delle risorse Pnrr che, così facendo, creano prezioso valore, soprattutto per il polo universitario di Borgo Roma servito al momento molto meno da alloggi rispetto alla zona di Veronetta.