Ci sono storie che nascono dalla fatica e si trasformano, passo dopo passo, in testimonianze di tenacia e speranza. Non cercano clamore, ma finiscono per lasciare un segno profondo. È il caso di Alessio Caleffi (nella foto), 38 anni, di Povegliano, oggi amministrativo all’Ulss 9 Scaligera, ma soprattutto protagonista di un percorso umano e sportivo che parla di resilienza e passione.
Per capire davvero la sua storia bisogna tornare indietro di oltre vent’anni, al 2002. Alessio ha appena 15 anni quando gli viene diagnosticato un tumore. Un intervento delicato, giorni in terapia intensiva, poi il ritorno a quella che lui stesso definisce, con il suo sorriso, “una vita normale”. Ma il percorso non è lineare: negli anni successivi emergono complicazioni che portano a una seconda operazione nel 2008, durante la quale viene coinvolta la parete cerebrale.
Le conseguenze sono pesanti: paralisi a un braccio e a una gamba. Da lì inizia un lungo periodo di fisioterapia, fatto di piccoli progressi e tanta determinazione. «Riuscivo a fare due passi appena», racconta. Eppure è proprio in quella fase che nasce una prima rinascita: il ballo. Tra il 2014 e il 2015, grazie anche all’aiuto di un maestro e di alcuni amici, Alessio scopre questa disciplina e inizia a muoversi sempre di più, fino a chiedersi se esistessero competizioni per persone con disabilità.
La risposta arriva a Rimini, dove assiste ai campionati italiani: «Sono tornato a casa e me ne sono innamorato». L’anno successivo scende in pista e vince. Da lì, una serie di successi fino al 2021, con cinque titoli italiani conquistati.
«Il ballo è stato una fisioterapia per il corpo e per la mente. Lo porterò sempre con me». Quando quell’esperienza si conclude, si apre un nuovo capitolo. La pesca. Tutto nasce quasi per caso, osservando alcuni amici impegnati in una gara in un laghetto vicino casa. Una tecnica precisa, il feeder fishing, che lo incuriosisce subito. Incontra chi lo introduce a questo mondo, impara, prova, si appassiona.
«Non c’è stato un momento preciso – spiega –, ma più pescavo e più mi piaceva». Dopo qualche anno entra nell’Asd Feeder Fishing Verona e comincia a gareggiare. I risultati arrivano presto: un quarto posto al primo campionato nazionale, poi, negli anni successivi, due titoli italiani consecutivi, e ha da poco rappresentato l’Italia ai Mondiali Feeder Disabili 2026, vincendo il primo posto come campione del mondo con il team azzurro, accanto al primato del Campione del mondo individuale, Fabrizio Fracassi.
È dai primi approcci che Alessio capisce di aver trovato una nuova strada. Una strada fatta di costanza e pazienza: «Non credo ci siano difficoltà particolari, serve allenarsi e avere tanta pazienza». Anche se, nella pratica, gli ostacoli non mancano, poiché molti canali non sono accessibili a persone con disabilità. Eppure lo spirito resta quello di sempre, positivo e determinato.
Caleffi afferma di essere sempre rimasto solare e sottolinea il valore delle persone che lo accompagnano: la famiglia, il tutor Manuel Cattastrello, la squadra, e tutti coloro che, lungo il percorso, gli hanno dato una mano. Il momento più emozionante arriva a inizio anno, con la convocazione per la prima edizione del campionato feeder disabili a Ostellato, in provincia di Ferrara. «È stata la chiamata più bella di sempre. Ho detto subito sì. Indossare la maglia azzurra è un onore».
Non ama parlare di obiettivi a lungo termine: preferisce “andare passo dopo passo”. Ma il messaggio che lascia è chiaro e potente: «Non fermatevi. Non dite “non ce la faccio”. Cadete, rialzatevi e andate avanti. Nella vita tutto è possibile».
Un esempio che non è passato inosservato nemmeno alla comunità. La sindaca di Povegliano Veronese, Roberta Tedeschi, ha voluto sottolineare il valore del suo percorso: «La vittoria di Alessio rappresenta molto più di un traguardo sportivo. Per tutta la nostra comunità è motivo di autentico orgoglio. Con passione e dedizione ha portato il nome di Povegliano ai massimi livelli, incarnando una storia sportiva e umana di grande valore. Ci ha resi fieri e ci ha ricordato quanto lontano possa arrivare chi crede davvero nei propri sogni».
E forse è proprio qui il senso più profondo della storia di Alessio Caleffi: non solo nei titoli vinti o nei traguardi raggiunti, ma nella capacità di trasformare ogni difficoltà in un nuovo inizio, continuando a guardare avanti, con semplicità e fiducia.