In questi giorni due grandi gru Liebherr si sono innalzate nel giardino dell’Episcopio di Verona, dando avvio a un cantiere che per i prossimi mesi interesserà un’area di particolare valore per la Diocesi e per l’intera città. Le operazioni, spettacolari ma svolte in totale sicurezza, rappresentano uno dei segni più evidenti dei lavori in corso.
Come spiega l’architetto Stefano Gregolo, responsabile del Servizio patrimonio immobiliare e del Servizio prevenzione e protezione della Diocesi di Verona, gli interventi riguardano il miglioramento sismico del Palazzo vescovile e della Torre del vescovo Ognibene. Si tratta di lavori finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), fondamentali per incrementare la sicurezza delle strutture e delle persone che le frequentano.
Gli interventi, programmati in tempi serrati come richiesto dal finanziamento pubblico, saranno progressivi ma estesi e interesseranno coperture, solai e consolidamenti strutturali, oltre ad alcune aree esterne del Vescovado. Dopo mesi di progettazione, i lavori sono stati consegnati all’Impresa Bottoli il 12 novembre e sono ufficialmente iniziati il 20 novembre. La conclusione è prevista, salvo eventi eccezionali, per giugno 2026.
Accessi e attività durante il cantiere
Per tutta la durata dei lavori gli uffici e le attività della Curia restano pienamente operativi, comprese quelle del Vescovo. Rimane invariato anche l’accesso dal portone di piazza Vescovado 7, che diventa però esclusivamente pedonale, poiché il cortile è area operativa di cantiere con ponteggi, gru e deposito di materiali.
Per motivi di sicurezza non è più consentito parcheggiare all’interno del cortile principale. L’accesso a piedi è comunque garantito e accompagnato da percorsi protetti e infografiche che indirizzano verso i diversi uffici, assicurando la sicurezza dei transiti interni.
Un impegno per la sicurezza e la memoria storica
«Si tratta di una grande opera – conclude Gregolo – che si inserisce in un percorso già ricco di risultati raggiunti negli ultimi mesi, come gli interventi sulla Torre abbaziale di San Zeno, sul campanile di San Fermo e sul complesso della chiesa di San Giorgio Ingannapoltron a Sant’Ambrogio di Valpolicella».
La tutela del patrimonio passa anche dalla memoria storica degli eventi sismici che hanno colpito Verona e la Chiesa veronese, come il terremoto del 1117, che devastò gran parte della città. Preservare questa memoria è essenziale per proteggere monumenti e luoghi di culto e garantirne la sicurezza per il futuro.
Sei un abbonato a Verona fedele e desideri consultare il giornale anche via web, sul tuo computer, su tablet o smartphone? Lo puoi fare in modo rapido e gratuito. Ecco alcuni semplici passaggi per accedere alla tua edizione online e per installare l'App: