Il Fatto di Bruno Fasani
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Ora si affittano gli amici brutto segno dei tempi

Mi veniva di pensare, ascoltando il Vangelo, che si potrebbe paragonare il cristiano ad una sorta di bancomat umano, al quale gli altri possono far ricorso quando sono nel bisogno...

Parole chiave: Il Fatto (367), Bruno Fasani (288)

Mi veniva di pensare, ascoltando il Vangelo, che si potrebbe paragonare il cristiano ad una sorta di bancomat umano, al quale gli altri possono far ricorso quando sono nel bisogno. Cristiani disponibili al “prelievo” senza limiti di orario e di somma e quindi lontani anni luce dalle logiche del mondo, in cui le cose si fanno solo per interesse. Neppure il cane scodinzola per niente dice, al proposito, il detto popolare. Tantomeno disponibili solo perché la prestazione dà lustro o senso di gratificazione. Servi inutili, appunto.
Mi passavano tra la mente questi pensieri mentre leggevo la notizia di una nuova moda che sta spopolando negli Usa, in Giappone ed ora anche in Europa, con le prime infiltrazioni pesanti anche nel nostro Paese. Per aiutarvi a capire mi servirò di un esempio. Se mai avete noleggiato un’auto, per lavoro o per vacanza, avrete di sicuro visto il cartello in inglese, ad uso dei turisti: Rent a car, ossia affitta un’auto. La nuova moda che sta avanzando è che al posto di quattro ruote, si sta puntando alle due gambe. Rentafriend.com è il sito dove tu puoi affittare un amico, ossia chiedere a pagamento la presenza di una persona, per uscire insieme, andare al cinema, o per fare anche solo una chiacchierata. Ma non spingetevi troppo con la fantasia, pensando a chissà quali scenari, che ovviamente non si possono escludere, anche se si parla espressamente di un coinvolgimento non sentimentale.
Si tratta semplicemente di persone che sono disposte a pagare qualcuno pur di uscire dalla solitudine, per farsi accompagnare nella visita di qualche città, per avere consigli quando si va all’estero. Come dicevo il servizio ormai è abbondantemente garantito anche in Italia. Basta cliccare su internet e avrete tutte le indicazioni necessarie. Se poi volete iscrivervi per mettervi a disposizione, potete indicare anche la vostra tariffa. Si va dai 10 ai 20 euro l’ora, anche se il costo è soggettivo, dipendente da molti fattori, che lo possono portare anche a 50 euro. Ovviamente cash ed esentasse.
Verrebbe da sorridere e prendere la storia come una boutade. Ma l’esperienza in giro per il mondo ci dice che il fenomeno è assolutamente serio e rilevante. Fuori da inutili moralismi, sul piatto rimangono due considerazioni, amare considerazioni.
La prima riguarda l’incalzante solitudine che sta impadronendosi della società. Si è incollati al cellulare nell’inutile illusione di essere insieme. Ma si tratta appunto di un’illusione perché la nostra mente, la nostra anima e il nostro corpo hanno un bisogno quasi sacramentale, cioè concreto, significativo e non simbolico, della presenza dell’altro. Uno sguardo, una tenerezza, una parola detta guardandosi in volto non potranno mai essere compensate dalle protesi della comunicazione.
La seconda considerazione va alla progressiva scomparsa della gratuità nelle relazioni. Ormai tutto ha un costo, ma quando anche l’amicizia si riduce ad una patologia mercenaria vuol dire davvero che siamo ad un tramonto della cultura umana. Segno dei tempi si dirà. Sì, ma brutto segno.

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