Editoriale
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Non naufragare in un bicchier...

Con l’arrivo dell’estate ogni giorno si registrano nuovi record delle temperature, proiettandoci alle ristoratrici vacanze al mare o in montagna; ma si parla anche del drastico calo della portata dei fiumi e della desertificazione dei campi...

Parole chiave: Fondo (5), Editoriale (332), Siccità (3)

Con l’arrivo dell’estate ogni giorno si registrano nuovi record delle temperature, proiettandoci alle ristoratrici vacanze al mare o in montagna; ma si parla anche del drastico calo della portata dei fiumi e della desertificazione dei campi. Solo in questa stagione ci accorgiamo di quanto sia preziosa l’acqua. E di quanto sia demenziale il modo con cui la gestiamo.
Alcuni numeri: come si vede nelle immagini spaziali il pianeta Terra è ricoperto per 3/4 della sua superficie dai mari e, se aggiungiamo quella sotterranea, arriviamo ad una stima che si aggira attorno a 1.400 milioni di chilometri cubi di acqua (un chilometro cubo equivale ad un miliardo di metri cubi). Sono cifre da capogiro; peccato però che più del 97% di quest’acqua sia salata, il 2,8% (che comunque è ancora tantissima) è dolce, ma si trova ai poli; rimane pertanto come acqua utilizzabile sulla terraferma lo 0,7% del totale e sarebbe ancora tanta (circa un milione e mezzo di chilometri cubi, che però non sono distribuiti in modo omogeneo). Quest’ultima viene consumata per il 70% in agricoltura, per il 20% nell’industria e il rimanente 10% per usi domestici. Infine va ricordato che in Italia – Paese tra i più ricchi al mondo di questo elemento vitale – l’acqua “domestica” va dispersa per quasi la metà.
Una riflessione e una programmazione intelligente dovrebbero investire la politica e le amministrazioni pubbliche, per non cadere nei classici allarmismi che durano il tempo delle emergenze (siccità prima e alluvioni poi) e che si dissolvono nell’indifferenza subito dopo. Se però in futuro apriremo il rubinetto e vedremo scendere il classico ragnetto appeso al filo, ci renderemo conto, tardi, che qualcosa non ha funzionato nel sistema e anche nelle nostre teste.
Far convergere le esigenze economiche, sociali, di governo ed ecologiche non può limitarsi alla discussione ideologica sul problema (pure importante) della gestione pubblica o privata dell’acqua. Ci stiamo lentamente dimenticando che l’acqua è una risorsa fondamentale e perciò va gestita con molta accortezza e responsabilità: non solo evitando gli sprechi, ma proteggendola da ogni tipo di inquinamento. Da oggi in poi  vietato dire: «Facile come bere un bicchiere d’acqua», non è facile affatto per troppi abitanti del pianeta azzurro.

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