Editoriale
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Il caldo sole di san Martino

Forse sarà solo coincidenza o forse un segno della provvidenza, ma la III Giornata mondiale per i poveri, fortemente voluta da papa Francesco, cade proprio a pochi giorni di distanza dalla festa liturgica di san Martino di Tours, uno dei santi più venerati della Chiesa e al quale sono intitolate molte parrocchie anche nella nostra diocesi...

Parole chiave: Terza Giornata Mondiale Poveri (1), Editoriale (206), San Martino (8)

Forse sarà solo coincidenza o forse un segno della provvidenza, ma la III Giornata mondiale per i poveri, fortemente voluta da papa Francesco, cade proprio a pochi giorni di distanza dalla festa liturgica di san Martino di Tours, uno dei santi più venerati della Chiesa e al quale sono intitolate molte parrocchie anche nella nostra diocesi.
San Martino, nato da una famiglia pagana ma educato cristianamente, intraprese la carriera militare come il padre, poi lasciò questa strada per iniziare la prima esperienza monastica occidentale e infine, contro la sua volontà, fu ordinato vescovo a furor di popolo – senza però abbandonare lo stile di vita monastica nella povertà e nella preghiera –. La sua figura è comunque legata all’immagine del cavaliere che con la spada taglia a metà il mantello e ricopre il povero seminudo esposto alle intemperie di una fredda giornata.
Quel gesto rimane come icona di una carità che non si ferma alle parole, alle denunce o ai propositi, ma mette in pratica subito l’esempio evangelico del buon Samaritano. Dopo quasi 17 secoli, quel gesto è ancora attuale attraverso le iniziative di carità volute dal Papa per animare la Giornata dei poveri attraverso i presidi sanitari gratuiti per le persone che vivono sulla strada a Roma, e in tutte le altre città del mondo (compresa la nostra Verona) con una serie di iniziative analoghe.
Vale la pena ricordare che fino a quel momento Martino non era stato ancora battezzato, ma in seguito al gesto di condivisione ­– come narra la tradizione – Gesù stesso gli apparve in sogno restituendogli la metà del mantello che senza saperlo aveva donato proprio a Lui. Come a dire che la carità è arrivata prima della  conversione definitiva alla fede e ha segnato tutta la vita seguente. Per san Martino, amico stretto dei poveri, la povertà non è un’ideologia, ma una realtà da vivere nel soccorso dei fratelli e nel voto di obbedienza a Dio.
Si racconta che, dopo il gesto del mantello, il cielo si rasserenò e la temperatura si fece miracolosamente più mite: ecco dunque la spiegazione spirituale della famosa “estate di san Martino”. Ma una spiegazione più attuale e coinvolgente per noi potrebbe essere che l’estate di san Martino (cioè il tempo buono) è quando facciamo spazio al povero, che magari non vediamo vicino a casa nostra, ma vive con altri miliardi di poveri dall’altra parte del mondo, cambiando il nostro rapporto con le cose, con gli altri e con Dio.

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