Editoriale
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Cari giovani non fate i bravi

Giovani, non fate i bravi! Non accontentatevi di essere a posto nel vostro piccolo con stili rispettosi, onesti e sostenibili. Tutto ciò è molto bello e anche rassicurante, ma insufficiente...

Parole chiave: Editoriale (337), Stefano Origano (128), Giovani (82)

Giovani, non fate i bravi! Non accontentatevi di essere a posto nel vostro piccolo con stili rispettosi, onesti e sostenibili. Tutto ciò è molto bello e anche rassicurante, ma insufficiente. Una volta, quando uno svolgeva bene il proprio compito, era a posto; oggi non basta più. In Amazzonia sta prendendo il via un grande sinodo che riguarda il futuro di una regione fondamentale per l’equilibrio bioclimatico del pianeta, ma anche dei diritti umani e della vita della Chiesa che si pone in ascolto. Dall’altra parte del pianeta, ad Hong Kong, stanno manifestando milioni di cittadini per chiedere garanzie di libertà (contro una legge sospetta sull’estradizione). Anche qui la Chiesa non rimane alla finestra, ma è al fianco dei giovani per cercare vie di dialogo in modo ecumenico. Infine la convocazione del 2020 intitolata “The economy of Francesco”, una sorta di patto con i giovani per cambiare l’economia. Il luogo scelto dal Papa è Assisi, non a caso perché – oltre ad essere la città della pace e dell’incontro ecumenico e interreligioso – è anche il luogo in cui è nata l’economia della comunione.
Questi sono solo gli ultimi esempi che ci ricordano che c’è qualcosa che non va in questo mondo e va cambiato; partire da noi stessi è un buon inizio, ma occorre mettere le mani anche sul sistema. Dal canto suo la Chiesa è chiamata a svegliarsi e a prendere parte alla creazione del futuro con spirito profetico. Rivolgendosi ai potenti e alle grandi organizzazioni sappiamo già come andrebbe a finire: convegni, documenti, protocolli, dichiarazioni di intenti… senza che si muova una virgola. Ecco perché non rimanete che voi.
Ora, cari giovani, dovete essere forti: prendete a due mani la carica ideale, le energie migliori e datevi da fare senza aspettare di diventare “grandi”. Certi passi o li fate ora o mai più. Ecco in sintesi l’appello del Papa, ma anche quello che viene dalla “madre Terra” e dai tanti coetanei del pianeta che non ci stanno a rimanere con le mani in mano. Forse c’è da rompere qualcosa (che non sia già rotto da sé), certamente c’è da ricostruire molto sulle macerie che abbiamo lasciato noi adulti. Fatelo come giovani credenti, come innamorati, come persone. Fatelo per il vostro futuro; fate quello che vi diciamo, ma non fate quello che facciamo, mi raccomando. Voi siete già dentro il cambiamento e avete il dovere di non lasciare che siano altri ad essere protagonisti del vostro domani. Al lavoro, dunque, per un mondo migliore.

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