Editoriale di Mons. Zenti
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Un viaggio da annali papali

Che il viaggio di papa Francesco a Cuba e negli Stati Uniti si sia risolto in un successo, è sotto gli occhi di tutti. Eppure non era un fatto del tutto scontato. Né a Cuba, dove la logica del collettivismo ancora non è sradicata, né negli Stati Uniti che sono il cervello strategico e il traino del liberismo capitalista.

Parole chiave: Viaggio Papa Cuba (1), Zenti Giuseppe (4), Editoriale (337)
Un viaggio da annali papali

Che il viaggio di papa Francesco a Cuba e negli Stati Uniti si sia risolto in un successo, è sotto gli occhi di tutti. Eppure non era un fatto del tutto scontato. Né a Cuba, dove la logica del collettivismo ancora non è sradicata, né negli Stati Uniti che sono il cervello strategico e il traino del liberismo capitalista.
Motivi di timore e di trepidazione non mancavano. La simpatia, il Papa se l’è conquistata incontro dopo incontro. Tappa dopo tappa. Ed è stato come uno tsunami benefico che ha invaso gli animi dei Cubani e degli Americani che hanno partecipato agli incontri con papa Francesco. Ma anche di tutti gli altri che si sono lasciati avvolgere da un alone di simpatia partecipata loro dai media, i grandi media americani, che sentivano un onore poter essere ammessi al banchetto di questa grande festa collettiva.
Nel suo viaggio papa Francesco ha consegnato una vera e propria mappa della civiltà a raggio mondiale, cioè globalizzata. Applaudito con ovazioni da stadio anche da chi era almeno perplesso. Ecco a grandi linee i contenuti consegnati come messaggi di forte impatto, tutti ispirati alla Dottrina Sociale della Chiesa, non solo ai Cubani e agli Americani ma a tutta l’umanità di buona volontà. Li riferiamo nel loro insieme, a partire dall’epicentro dei suoi interventi, quale è stato quello al Congresso degli Stati Uniti.
Con una semplicità disarmante, con una umiltà accattivante e con un rispetto che induceva all’ascolto anche i suoi possibili contestatori, ha segnalato il percorso di una società globalizzata ad alta quotazione di civiltà, focalizzando le grandi questioni che travagliano l’umanità di oggi e consegnando loro il filo d’Arianna per l’uscita dal labirinto in cui la logica del potere ha condannato a vivere l’umanità senza un futuro di speranza.
Ha fatto capire che il vero progresso non è solo quello economico, ma primariamente quello valoriale condiviso. Ha evidenziato il tema dell’impegno di tutti a salvaguardare la casa comune, attraverso una attenzione singolare verso le problematiche dell’ecologia; l’accoglienza dei migranti, ricordando la loro origine di figli dell’emigrazione; l’attenzione solidale verso le masse dei poveri; la coscienza di essere tutti cittadini del mondo; la libertà anche religiosa; il senso del bene comune; la famiglia definita “il nostro futuro”; l’abolizione della pena di morte, come frutto della coscienza della dignità di ogni persona umana; il bando al commercio delle armi, la pedofilia ...
È stato applaudito perché nessuno si è sentito sul banco degli imputati. Ha toccato infatti le corde dell’intelligenza ricercatrice della verità e le profondità del cuore umano. Il suo porgere è stato propositivo, lungimirante, incoraggiante. E il suo agire è stato da testimone di ciò che diceva: servendosi di una modesta utilitaria, sostando a tavola con i poveri, dando la mano a chiunque riusciva ad avvicinarlo, mostrando di trovarsi a suo agio in mezzo alla gente, specialmente quella che conta meno. Si percepiva un flusso di reciproca simpatia e di empatia.
Altri molto prima di lui avevano conquistato l’America. Papa Bergoglio ha conquistato gli Americani. Il cuore degli Americani. In un viaggio che ha dato attuazione visibile all’esortazione apostolica Evangelii Gaudium e all’enciclica Laudato si’. Ancora una volta si è rivelato uomo mediatico, non per le battute, ma per la consistenza e puntualità dei suoi messaggi, mostrando in tal modo che gli interventi del Magistero della Chiesa non sono “Cicero pro domo sua”, per tirare cioè l’acqua al proprio molino, ma per il bene comune dell’umanità intera. Si è presentato come un fratello credente. Ed è stato sperimentato come maestro di vita. Non ci resta che renderne grazie a Dio e pregare per Lui, perché Dio ce lo conservi così.

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