A spasso con il cane
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Lungo il Tione verso Custoza si respira aria di storia

Lungo le rive del piccolo fiume Tione, nel Villafranchese, si snoda una passeggiata alla portata di tutti, che le persone possono fare insieme al proprio cane in tutta tranquillità e sicurezza: un sentiero dove le auto non passano, e che nei giorni feriali – se non ci sono tante persone – permette di camminare lasciando il quattrozampe libero di correre in assoluta sicurezza...

Parole chiave: Tione (1), Custoza (2), A spasso con il cane (61), Silvia Allegri (46)

Lungo le rive del piccolo fiume Tione, nel Villafranchese, si snoda una passeggiata alla portata di tutti, che le persone possono fare insieme al proprio cane in tutta tranquillità e sicurezza: un sentiero dove le auto non passano, e che nei giorni feriali – se non ci sono tante persone – permette di camminare lasciando il quattrozampe libero di correre in assoluta sicurezza. Per chi proviene da Verona si seguono le indicazioni per Valeggio, poi giunti a Villafranca si prosegue per gli impianti sportivi. Arrivati di fronte alle piscine, in piazzale Olimpia, si può parcheggiare l’auto; e proprio da qui parte il percorso pedonale all’interno del Parco del Tione.
Siamo sulla strada pedonale che da Villafranca permette di risalire sulla collina di Custoza in direzione Sommacampagna: il cosiddetto percorso 16, secondo la denominazione che è stata data con l’ideazione dell’anello Terre di Custoza, un percorso di circa 65 chilometri che permette di esplorare il territorio dei 5 capoluoghi comunali di Sommacampagna, Valeggio sul Mincio, Villafranca, Bussolengo e Sona. L’anello è stato creato per valorizzare il territorio con i suoi prodotti tipici e le bellezze naturalistiche; è ben fornito di segnaletica, con adesivi posizionati sui pali in prossimità dei bivi, ed è collegato da una fitta rete di altre strade asfaltate o bianche che permettono di allungare o accorciare a piacimento il tragitto. Il punto di partenza ideale per percorrere l’intero anello è individuato in Sommacampagna, per la vicinanza al casello autostradale, ma si può iniziare da qualsiasi punto, in senso orario o antiorario, a seconda dei gusti.
Torniamo dunque a Villafranca. Siamo a ridosso dell’anfiteatro morenico delle colline di Custoza, che attirano ogni anno numerosissimi visitatori e negli ultimi hanno visto un incremento di visite da parte degli amanti degli sport all’aperto e dei ciclisti. Dalla passeggiata lo sguardo può spaziare a 360 gradi: si vede subito bene, sulla destra, il profilo delle colline di Custoza, dominate dall’Ossario, il monumento che raccoglie le ossa dei soldati italiani e austriaci morti durante le guerre d’indipendenza.
Proseguendo il percorso, tra prati e campi a destra, e una fitta vegetazione che costeggia il fiume a sinistra, passiamo davanti alla comunità Emmaus di Villafranca, dove un cartello indica gli orari del mercatino dei mobili e oggetti usati, che si tiene il martedì, il giovedì e il sabato. Serve prestare particolare attenzione a questa altezza: vi hanno dimora numerosi gatti, mentre al di là del sentiero, e lungo tutto il tragitto che percorriamo, gli animali acquatici non gradirebbero cani troppo vivaci: si raccomanda quindi di tenere il nostro compagno di passeggiata al guinzaglio. Sono molte, infatti, le anatre selvatiche allevate in cattività e poi rilasciate nel parco, dove si sono perfettamente ambientate e si riproducono, convivendo con gallinelle d’acqua, oche e piccoli uccelli migratori e stanziali. Sempre in questo primo tratto del percorso 16 è facile incontrare i ragazzi delle scuole villafranchesi, che spesso nelle belle giornate trascorrono all’aperto l’ora di educazione fisica.
Superata la comunità di Emmaus si arriva a un primo bivio, dove si incrocia la strada che porta a Rosegaferro. In questo punto del percorso la bellezza della natura si fonde con la storia: un cartello ci indica la presenza dei ruderi dell’antico serraglio. Nel 1345 Mastino II, per difendere Verona dalle incursioni mantovane, iniziò la costruzione di questa grandiosa opera fortificatoria, ultimata nel 1353 sotto la signoria di suo figlio Cangrande II della Scala. Il serraglio, lungo 13 chilometri e alto 16, era intervallato da torrioni ogni 80 metri. La struttura saliva da Borghetto al castello di Valeggio, poi scendeva al borgo fortificato e proseguiva lungo l’attuale strada provinciale fino alla località Gherla, dove sorgeva un poderoso castelletto. Quindi proseguiva sulla riva sinistra del Tione fino a Villafranca.
La muraglia conobbe un lungo periodo di abbandono fino alla metà del XV secolo: in questo periodo, sotto il dominio della Repubblica Veneta, Venezia decise di adibire il serraglio a dogana. Ma nel 1850 l’impero asburgico ne decretò l’abbattimento ritenendola un impedimento ad eventuali manovre belliche. Ora di quell’antica muraglia sono visibili ancora poche tracce, nelle fondamenta. E il suo percorso nei secoli si è trasformato da terra di confine a luogo di pace.
A questo punto si può scegliere di proseguire lungo il percorso 16, oppure di percorrere un anello più breve, che ci riporta verso Villafranca. Qui, passato un piccolo ponticello, il percorso diventa asfaltato e affianca la strada, sul lato destro, mentre a sinistra troviamo campi e giardini. Siamo in località Dossi di Prabiano. Dopo circa trecento metri si trova un’area ristoro: una fontanella, alcune panchine e uno spiazzo adatto per una breve sosta, in un punto soleggiato. Andando avanti si affiancano coltivazioni di pesche e kiwi, molto diffuse in questa zona, e si incontra anche un’area attrezzata per il campeggio, particolarmente frequentata nei mesi estivi dai turisti che scelgono di sostarvi prima di proseguire per Valeggio e la zona del lago.
Dopo circa un chilometro arriviamo agli impianti sportivi: superati i campi da tennis, siamo di nuovo in prossimità del parcheggio. Qui incontriamo una vasta area verde, che il Comune intende valorizzare ulteriormente e dove il nostro cane potrà correre e giocare, prima di fare ritorno al parcheggio.

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