A spasso con il cane - Via con... Vento
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Appena fuori San Martino tra campagne e boschi

Torniamo di nuovo insieme al nostro cane nella zona di San Martino Buon Albergo, cittadina raggiungibile in brevissimo tempo partendo dalla città e particolarmente ricca di itinerari nella natura. Una piacevole e semplice passeggiata estiva può essere dedicata alla scoperta di un aspetto molto interessante di questo territorio, ossia la presenza di antichi rustici, fienili, corti e ville risalenti già all’epoca romana e divenuti nel corso del tempo elementi caratterizzanti di territori rurali più o meno estesi...

Appena fuori San Martino tra campagne e boschi

Torniamo di nuovo insieme al nostro cane nella zona di San Martino Buon Albergo, cittadina raggiungibile in brevissimo tempo partendo dalla città e particolarmente ricca di itinerari nella natura. Una piacevole e semplice passeggiata estiva può essere dedicata alla scoperta di un aspetto molto interessante di questo territorio, ossia la presenza di antichi rustici, fienili, corti e ville risalenti già all’epoca romana e divenuti nel corso del tempo elementi caratterizzanti di territori rurali più o meno estesi. Tanti di questi edifici hanno mantenuto un ottimo stato di conservazione, alcuni invece sono abbandonati da diversi decenni, ma mantengono un aspetto suggestivo che ci riporta indietro nel tempo.
Possiamo raggiungere in auto località Casette e lasciare la macchina nei pressi della nuova area residenziale, dove è stata realizzata una vasta area verde ben attrezzata con giochi per bambini, panchine e sentieri con accesso consentito anche ai cani. Ci incamminiamo quindi verso nord, imboccando via Casa Pozza che diventa poi via Ca’ Nova Marcellise.
Raggiunto il capitello dedicato a Sant’Antonio, imbocchiamo sulla destra una bella strada sterrata che costeggia i campi e i fossati di irrigazione. Si svolta poi a sinistra, in via Palù, un lungo rettilineo che si dirige a nord; qui, dopo qualche centinaio di metri, a ridosso della collina di Montelungo sorge la corte del Palù, risalente al XVI secolo. Questa corte rurale nel suo nome evoca un toponimo ricorrente nell’indicazione di zone paludose e acquitrinose dovute all’abbassamento naturale del terreno.
Proseguendo oltre, si continuano a costeggiare campi di mais, girasoli e una rete di canali artificiali affiancati da una folta vegetazione tipica delle zone umide, con la presenza di canneti dove dimorano diverse specie di uccelli acquatici e piccoli mammiferi. Da qui la vista spazia sulle belle colline di Marcellise e San Briccio; la presenza di pochissime auto, specialmente durante la settimana, ci consente di lasciare libero il nostro quattrozampe.
Si raggiunge poi, alla fine della strada, la bella corte Fenilon, che sorge sulla sinistra. Si tratta di una tipica corte cinquecentesca con il fienile che nel corso dei secoli ha mantenuto la sua funzione agricola originaria e si trova proprio in un crocevia, evidenziando quindi lo schema tipico di suddivisione agri-mensurale che risale già all’epoca romana e che si conserva tuttora.
E infatti poco oltre troviamo le indicazioni per altri sentieri: si prosegue a sinistra per Arcandola-Ferrazze, a destra lungo il sentiero che unisce Marcellise e San Briccio. Appena superata la corte e proseguendo dritti, il paesaggio inizia a cambiare e i vigneti lasciano spazio alla vegetazione boschiva. Siamo qui al margine del bosco della Fratta, facilmente percorribile grazie al sentiero sterrato che si snoda con un leggero saliscendi ed è molto amato per la temperatura piacevole anche dai ciclisti e dagli sportivi. Un bosco interessante, che – a differenza delle zone circostanti – è formato da roccia vulcanica, il basalto, ed è quindi geologicamente simile ai terreni della media e alta Lessinia.
Il bosco sorge dunque su un terreno formato grazie all’azione di magmi vulcanici e dove è avvenuta la distensione del fondo marino con la creazione di faglie, vere e proprie fratture nella roccia. E infatti nella zona più alta, dove l’erosione ha scoperto la roccia, il basalto è presente in blocchi prismatici che nella forma ricordano la forma di colonne.
L’intero bosco vede la presenza di numerosi cartelloni didattici realizzati dagli alunni dell’istituto comprensivo Berto Barbarani negli anni 2011-2013 in questa come in altre aree verdi appartenenti al territorio del Comune o limitrofe, e che offrono interessanti informazioni e curiosità sulle specie vegetali e animali che si possono incontrare: dalle querce ai gelsi, dai pettirossi alle cinciallegre.
Dopo poche centinaia di metri c’è una bella area di sosta con tronchi di alberi trasformati in panchine e da qui si osservano bene i nidi, le mangiatoie e i rifugi per pipistrelli e altri animali diurni e notturni che vivono in questo ambiente ombroso e protetto. Si può quindi passeggiare nel bosco fino a percorrerlo interamente, uscendo poi di nuovo sul sentiero che si inoltra nei campi.
Per il ritorno prendiamo l’intera via Palù e, arrivati in fondo, dove si trovano diversi cartelli segnaletici, vedremo che a sinistra la strada prosegue verso San Briccio. Noi invece svoltiamo a destra e, dopo aver attraversato tutto il rione moderno, ritorneremo alla nostra auto. Il sentiero è molto soleggiato fino all’ingresso nel bosco. Sono quindi da evitare le ore calde. Inoltre, pur essendoci diversi canali e trattandosi di zone umide, mancano fontanelle e l’acqua da bere scarseggia: meglio quindi fare una buona provvista per noi e il nostro cane.

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