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Qui si piantano noccioli. Una coltura che fa bene

A Bussolengo il progetto di una cooperativa sociale sposato da Loacker

Parole chiave: Noccioli (1), Agricoltura (7)
Qui si piantano noccioli. Una coltura che fa bene

Dietro alla centrale elettrica di località Barattere, sulla strada verso Palazzolo, stanno crescendo tremila piantine. Messe a dimora tra ottobre e novembre 2019, tra pochi anni diventeranno dei noccioli. I frutti che produrranno andranno direttamente alla Loacker spa, l’azienda nata nel 1925 da Alfons Loacker, che da piccola pasticceria è divenuta un marchio riconosciuto in tutto il mondo.
Questi terreni, un tempo di proprietà di Giampaolo Zanetti, medico oculista oggi in pensione, sono stati venduti all’azienda agricola Semi di Sole di Bussolengo, che a sua volta li ha messi a disposizione della cooperativa sociale Agespha, sorta nel 2003 dopo un lungo periodo di vita come associazione. Entrambe le realtà sono nate con una mission sociale a favore delle persone con disabilità.
«Il progetto nasce dalla collaborazione tra Semi di Sole e Agespha, realtà che collaborano da anni sia con l’ente locale di Bussolengo, sia con l’Ulss 9 Scaligera, formando un quadrato di rete che si chiama “Tela Ragna” – spiega il presidente della cooperativa Matteo Segattini –. L’idea di contattare la multinazionale bolzanina mi è venuta perché ero a conoscenza della sua attenzione al sociale e al prodotto coltivato in Italia. Sul finire del 2019 ho scritto una di quelle mail che si mandano con un minimo di speranza ma senza aspettative, ben conscio che avere una risposta sarebbe stato molto difficile».
E invece Matteo una risposta l’ha avuta. La Loacker ha dimostrato il suo interesse ed è venuta a vedere come lavora Agespha.
«Ci siamo visti a febbraio e ci siamo piaciuti, così abbiamo dato il via a questo progetto, che si lega a un precedente esperimento di agricoltura sociale iniziato quattro anni fa in collaborazione con l’Ulls 9, coltivando ortaggi – prosegue Segattini –. Nel frattempo, alcuni di noi sono diventati operatori socio-sanitari e hanno avuto modo di formarsi su fattoria e agricoltura sociali. Essere arrivati a produrre nocciole per una multinazionale per noi è fonte di orgoglio, perché siamo consapevoli di essere una piccola realtà, ma sappiamo di lavorare bene e la buona impressione che abbiamo fatto a questa grande azienda lo sta dimostrando».
I campi e gli alberi resteranno in comodato d’uso ad Agespha per una quindicina d’anni, il periodo di tempo in cui saranno fruttiferi. Nel frattempo, tecnici e agronomi stanno facendo da supporto ai ragazzi di Agespha per aiutarli nella coltivazione. «Non siamo lasciati soli – sottolinea il presidente –; per garantire un ottimo prodotto e l’attuazione della cosiddetta “filiera corta” servono tecnici e non solo mani, ma ce la stiamo mettendo tutta e abbiamo molto entusiasmo». Ilaria Bazerla

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