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No al glifosato nelle aree verdi: un premio per chi cambia il diserbo

L'impegno del coordinamento "Stop Glifosate" che nel 2016 ha istituito il premio "Lombrico d'oro" 

Parole chiave: Glifosato (1), Verde (1), Ambiente (22)
No al glifosato nelle aree verdi: un premio per chi cambia il diserbo

L’uso dei pesticidi in Italia – in special modo il glifosate – accenna ancora poco a diminuire e la presenza di queste sostanze nocive nella terra, nell’acqua e anche negli animali e nell’uomo crea danni sensibili alla salute. Questi elementi chimici vengono usati in agricoltura, ma anche per curare il verde pubblico. Nell’agosto del 2016 tuttavia, il ministero della Salute ha vietato il loro utilizzo per quest’ultimo scopo, spingendo così gli enti locali a ricercare vie maggiormente attente al benessere del territorio.

A Verona, dal 2016, il coordinamento “Stop Glifosate” ha istituito il premio “Lombrico d’oro”, che vuole dare merito ai sindaci che si sono distinti nella difesa dell’ambiente e della salute nelle zone che amministrano. L’iniziativa vuole fornire ai primi cittadini un aggiornamento sulle alternative che il mercato mette oggi a disposizione per una gestione non chimica del verde, ma anche dare risalto a quelle amministrazioni che abbiano dimostrato di essere attivamente proiettate verso una coscienza verde, perché questo possa essere di esempio per tutte gli altri enti locali e per l'agricoltura stessa.

Cavaion ospita il premio praticamente da quando è stato istituito nella cornice di Corte Torcolo e la sua amministrazione si è contraddistinta negli ultimi anni per aver operato delle scelte che guardano alla salvaguardia dell'ambiente e alla sua valorizzazione. Proprio dal 2016 per esempio, si è deciso di curare le aree del verde pubblico senza l'utilizzo di prodotti chimici, in particolare il glifosate. Una scelta che era valsa al piccolo centro dell'entroterra gardesano il premio “Lombrico d'oro” di quell'anno per essere stato il primo ad aver deliberato contro il diserbo chimico nelle aree pubbliche.

«Una scelta fatta con motivazioni forti circa l’importanza del territorio e della salute dei cittadini – afferma la sindaca Sabrina Tramonte –. Tuttavia non è sempre stato tutto così pacifico: inizialmente abbiamo dovuto affrontare delle criticità, come la crescita notevole dell’erba, con le conseguenti lamentele della popolazione. La nostra convinzione nel proseguire nella direzione dell’abbandono del chimico però, ha nel lungo periodo dimostrato la sua validità, tant’è vero che altri Comuni vicini ci hanno chiesto di poter visionare la nostra delibera sul tema». 

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