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Il Buon Pastore si fa Emporio per la solidarietà Caritas

Nella parrocchia lupatotina ha aperto i battenti il nono spazio provinciale per la carità attiva

Il Buon Pastore si fa Emporio per la solidarietà Caritas

«La solidarietà ha tanti volti: i vostri». È questo il messaggio con cui mons. Giuliano Ceschi (direttore della Caritas diocesana) apre il suo intervento all’inaugurazione del nono Emporio della Solidarietà situato negli spazi sottostanti la parrocchia del Buon Pastore di San Giovanni Lupatoto, in via Monte Ortigara. Cerimonia di apertura che ha avuto luogo domenica 28 settembre, subito dopo la Messa.
Sono ormai diversi gli empori presenti sul territorio veronese: tre a Verona e poi a Villafranca, San Martino Buon Albergo, Bardolino, Legnago e Sona, la quale ha festeggiato un anno di attività dell’emporio proprio il giorno precedente all’avviamento dello spazio lupatotino. La cerimonia si è aperta con la benedizione dei locali e dei volontari che lavorano per il solidale, attraverso le preghiere di don Elio Aloisi, parroco di Pozzo. Ma di cosa si occupa di preciso l’Emporio della Solidarietà? Opera nell’ambito dell’aiuto alimentare e della redistribuzione delle eccedenze per i bisognosi, offrendo loro cibo, ascolto, formazione e socialità. Le persone possono ritirare prodotti alimentari e aderire a percorsi e iniziative che possano restituire la fiducia nella possibilità di cambiare e superare la condizione di disagio che vivono al momento.
San Giovanni Lupatoto ospita due magazzini per conservare generi alimentari, prodotti per l’igiene e in generale beni di prima necessità, oltre che una stanza/ufficio riservata all’ascolto e alla parola. «Poterci dedicare a chi ha bisogno, ciascuno a proprio modo e con i propri mezzi, è il regalo migliore che possiamo fare a noi stessi», ha affermato il sindaco lupatotino Attilio Gastaldello. Il quale ha ringraziato vivamente chiunque abbia appoggiato il progetto e permesso così di aprire un nuovo ambiente sociale in cui si respirino comprensione e sensibilità.
A questo proposito ha ricordato la storia che un ufficiale dei carabinieri gli raccontò qualche tempo prima. Quest’ultimo aveva avuto modo di assistere a una colluttazione: un signore stava malmenando un lavavetri che a suo dire era stato parecchio insistente. Intervenuto per sistemare la faccenda, è tornato a casa con un guanto sgualcito donato dal lavavetri, che lo aveva voluto ringraziare. «L’ufficiale mi ha confidato di aver conservato il guanto, e anzi di averlo indossato più volte da quel giorno, per ricordarsi e ricordare che anche povertà fa rima con dignità. Che rispettare e cercare di capire le condizioni del prossimo è la base della civiltà», ha proseguito Gastaldello.
Si sono uniti all’invito di solidarietà gli assessori Maria Luigia Meroni e Maurizio Simonato, il quale ha ringraziato tutti i volontari che si impegnano a dare conforto e supporto, promettendo loro che «come amministrazione, ci troverete sempre al vostro fianco». Perché non occorrono grandi gesti o donazioni di capitali per sostenere progetti come questo.
«L’aiuto concreto si percepisce anche dalla piccole cose – ha spiegato Ceschi –. Le istituzioni e le associazioni caritative si uniscono per il bene comune, ma sopravvivono solo grazie a voi. Che compite dei piccoli miracoli ogni volta che offrite aiuto».

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