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Bambini e bambine in scena con la vita di Dante

Il 3 e 4 ottobre il cortile di Santa Maria in Organo farà da palcoscenico allo spettacolo, ideato dal regista e autore Alessandro Anderloni, L’evento, patrocinato dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Verona, rappresenta una tappa del progetto “Dante Settecento: Verona onora Dante”  

Parole chiave: Dante (11), Scuola (60), Anderloni (8)
Bambini e bambine in scena con la vita di Dante

Cento bimbi e bimbe della scuola primaria Rubele in scena per rappresentare la vita di Dante. Il 3 e il 4 ottobre (alle 17) il cortile della chiesa di Santa Maria in Organo diventa il palcoscenico dello spettacolo “Dante a Verona”. L’evento, patrocinato dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Verona, s’inserisce nell’articolato programma del progetto “Dante Settecento: Verona onora Dante” ideato da Alessandro Anderloni, regista e autore veronese. La rappresentazione doveva debuttare lo scorso maggio, ma l’emergenza sanitaria l’ha impedito. Non ha fermato le prove proseguite on line grazie alla caparbietà dell’insegnante Chiara Stella, dei piccoli interpreti e della dirigente Lidia Marcazzan. 

«Drammatizzare la vita di Dante, come per qualsiasi aspetto storico e letterario che riguardi il sommo Poeta, costituisce un’impresa di grande responsabilità per il calibro del personaggio, l’aurea di mito che irradia, gli innumerevoli e prestigiosi adattamenti che si sono susseguiti da secoli», spiega Anderloni che è autore del testo originale, compositore delle musiche e regista. Anche per la vicenda di Dante a Verona, prosegue, «esistono naturalmente dei precedenti teatrali, ancorché datati o di stampo chiaramente amatoriale. Ecco che tradurre la vicenda umana di Dante e farla interpretare da bambini e bambine del terzo Millennio costituisce una possibile chiave di accesso al mito, un punto di vista scevro da pregiudizi e al riparo dal pericolo di sovrastrutture o pretese attoriali o drammaturgiche. Proprio i bambini possono rendere credibile, avvolgendola da un velo di fiaba, una vicenda umana di cui ci sono pochissimi rimandi storici certi, altrettanto pochi documenti».

Protagonista l’ex classe V ora approdata alle medie, a recitare in dialetto e italiano le scene narrate dal coro in una nuova ricostruzione drammaturgica. Anderloni ha scelto di partire dalla più celebre delle biografie del Poeta, il Trattatello in laude di Dante di Boccaccio e dalle notizie che riporta sul legame con Verona. I dantisti ancora non sono concordi su tempi e durata della permanenza di Dante Alighieri in riva all’Adige. Scoperte recenti sembrano allungare il periodo del soggiorno del Poeta, tanto da fare di Verona la vera città d’adozione, dove trascorse con tutta probabilità il tempo più lungo del suo esilio, alcuni sostengono dal 1312 fino a pochi anni prima della morte a Ravenna. È certo che Dante fu a Verona nel 1320 per la lettura nella chiesa di Sant’Elena della Quaestio de aqua e terra. Nel 700° anniversario della morte, Verona ha ruolo centrale nelle celebrazioni che l’Italia (e il mondo) dedicano al Poeta. Il progetto “Dante Settecento” guarda ai giovanissimi, per far riscoprire loro il legame di Dante con la città. In occasione dell’iniziativa, la Cantina Valpantena ha prodotto una bottiglia commemorativa con etichetta speciale per celebrare “Dante a Verona”. Il Valpolicella superiore imbottigliato per questo evento è un omaggio che la Cantina Valpantena dedica alla città per onorare il suo illustre concittadino.

La partecipazione allo spettacolo è libera, con posti contingentati e distanziati secondo la normativa vigente e prenotazione obbligatoria scrivendo a lefalie@lefalie.it

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