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«Sulle decisioni per Verona la politica non si isoli e dialoghi»

L’accusa del presidente di Apindustria Confimi, Della Bella, rinnovato nella carica

Parole chiave: Renato Della Bella (1), Apindustria (3), Industria (11)
«Sulle decisioni per Verona la politica non si isoli e dialoghi»

Non ci potevano essere parole più dure e dirette di quelle usate da Renato Della Bella, presidente uscente dell’Associazione piccole e medie imprese di Verona, nel suo intervento alla 57ª assemblea degli associati svoltasi all’Ente Fiera. Un vero e proprio atto di accusa alla classe dirigente veronese: «Noi di Apindustria Confimi Verona – ha scandito davanti ad una folta platea di imprenditori, politici e amministratori pubblici – avvertiamo in maniera molto netta un deficit di discussione, di approfondimento a livello cittadino praticamente su tutte le scelte strategiche che riguardano il nostro territorio; da anni avvertiamo un assordante silenzio, la mancanza di un tavolo di coordinamento in cui si faccia sintesi e nel quale si possano condividere le azioni necessarie a raggiungere nel più breve tempo possibile gli obiettivi strategici». È perciò giunto il tempo che «la classe dirigente di Verona, tra cui noi beninteso, faccia un salto di qualità molto netto nella propria disponibilità a confrontarsi, nel rendere pubblici alcuni dibattiti per far sì che le decisioni che vengono prese non siano solo di alcuni, ma che derivino dalla sintesi delle posizioni di tutte le menti propositive della città».

Un j’accuse – quello di Della Bella e di Apindustria – che anche a Verona riporta al centro del dibattito il tema decisivo delle scelte strategiche, della loro formazione, della trasparenza delle decisioni che le determinano e, sembra di capire, anche di un riequilibrio dei ruoli e dei poteri tra gli attori politici, economici, gli amministratori pubblici e i cittadini per essere (come recitava il titolo dell’assemblea) “protagonisti uniti e consapevoli del nostro futuro”. Tre i temi al centro del dibattito: infrastrutture, legalità e formazione, veri e propri nodi scorsoi che – se non sciolti – potrebbero (e già lo stanno in parte facendo) “strangolare” il futuro sviluppo dell’economia e della società veronese. Senza infrastrutture fisiche e telematiche non c’è mobilità di persone e di merci.

Dunque occorre completare rapidamente l’alta velocità-alta capacità ferroviaria nel tratto mancante Brescia-Padova; realizzare nei tempi previsti la galleria ferroviaria del Brennero; rafforzare gli assi viari regionali e provinciali; valorizzare maggiormente l’aeroporto Catullo che deve diventare, a tutti gli effetti, l’aeroporto del Garda; sviluppare la logistica, vale a dire il Quadrante Europa e realizzare il nuovo interporto di Isola della Scala in stretta sinergia e a servizio del primo che ha dimensione europea. E ancora: utilizzare maggiormente le via d’acqua quali il Fissero-Tartaro-Canal Bianco e il porto di arrivo di Vivaro-Mantova.

Per quanto riguarda il tema della legalità, Della Bella ha riconosciuto che anche nell’economia veneta e veronese si registrano preoccupanti casi di infiltrazioni malavitose e mafiose. Ci sono segnali precisi e situazioni poco chiare che richiedono di “serrare le fila” e di fare di più in modo da rendere maggiormente resistente il mondo delle imprese a questo letale pericolo. Api Verona ha messo a punto un progetto aperto che è stato condiviso dalla Camera di Commercio, dalle associazioni di categoria e dagli ordini professionali al fine di creare una vera e propria “rete di legalità”.

Infine il terzo argomento, vale a dire la formazione. Della Bella ha ricordato lo storico trend di denatalità che porterà nei prossimi 10 anni a un calo di un milione di studenti. Dall’altra le grandi difficoltà da parte delle imprese a trovare, per tutti i settori produttivi, personale specializzato. La risposta a questa situazione può venire soltanto da una rivalutazione del ruolo strategico delle scuole professionali; da un dialogo più forte e continuo tra mondo della scuola e del lavoro; da un incremento delle ore di alternanza scuola-lavoro e del numero degli stage aziendali. Soltanto dando una reale risposta a queste questioni – ha concluso Della Bella – ci potrà essere un futuro di sviluppo e di crescita per l’Italia e per Verona. Sono seguiti gli interventi dell’ex magistrato Gherardo Colombo che si è soffermato sulle “legalità e il rispetto delle regole” dando anche alcune indicazioni operative per rendere più difficile le infiltrazioni delle organizzazioni criminali; e del filosofo Umberto Galimberti. 

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