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Jeffrey, orgoglio di due mamme a cavallo tra Africa e Grezzana

di MARTA BICEGO
Cresciuto a Lugo, laureato in Infermieristica con un doppio abbraccio 

Jeffrey, orgoglio di due mamme a cavallo tra Africa e Grezzana

di MARTA BICEGO
Jeffrey è l’orgoglio di due mamme. Quella naturale, che l’ha cresciuto in una famiglia molto numerosa. E quella affidataria che l’ha accolto nella sua casa, affiancandolo per un tratto importante della sua vita, come tuttora continua a fare. Una bella storia da raccontare, in concomitanza con la Festa che celebra tutte le madri.
Negli occhi di Annalisa è limpida l’immagine di quel bambino nato in Italia da genitori del Ghana, portato in fasce nel Paese africano e arrivato a Lugo di Grezzana quando aveva appena cinque anni. «Abitavamo a pochi passi di distanza», racconta. Tanto che decidere di aprire le porte, e il cuore, a quel bimbo è stato subito spontaneo. Un’accoglienza possibile grazie all’affido consensuale e alla generosità dei genitori naturali. Così Jeffrey poteva avere un luogo accogliente in cui trascorrere i pomeriggi.
Tra una merenda e una cena, i momenti dedicati prima al gioco e in seguito allo studio, questa frequentazione si è fatta sempre più assidua. È stato allora che i pomeriggi sono diventati intere giornate nelle quali Jeffrey, ormai adolescente, è diventato il quinto figlio di Annalisa; si è iscritto al liceo scientifico e l’anno scorso ha coronato il sogno di laurearsi in Infermieristica. Ecco l’altra immagine che fa brillare gli occhi ad Annalisa: ritrae quel ragazzino, adesso divenuto un uomo, che indossa sorridente la corona d’alloro, nel giorno della sua laurea, festeggiata appunto assieme alle sue due mamme. Con pietanze che profumavano d’Italia e di Ghana, a suggellare questo incontro tra culture e storie. È un adulto che ora sta realizzando altri sogni, per essere indipendente.
Traguardi raggiunti che anche ai genitori regalano grandi soddisfazioni. Finché quel figlio in affido è diventato, semplicemente, un figlio: senza precisazioni, se non quelle dettate da un affetto divenuto reciproco. Si può diventare mamma in tante maniere, lascia intendere l’esperienza di Annalisa. La via che ha scelto lei non è stata certamente facile: descrive un percorso fatto di generosità e di accettazione dei vissuti reciproci, sebbene differenti. «Non si finisce mai di imparare», ammette, oggi, la mamma affidataria. «Devo ringraziare l’associazione “Famiglie per l’accoglienza” che mi è sempre stata di supporto», ci tiene a precisare, accennando a quando tre anni fa è rimasta vedova. «Mio marito mi ha sostenuta da subito. E, quando lui è venuto a mancare, i miei figli mi hanno dato la forza di continuare, condividendo le fatiche e le gioie di avere questo fratello», spiega. Perché alla fine, e nonostante gli ostacoli che si possono incontrare lungo il cammino, le soddisfazioni arrivano.
A bilancio degli anni trascorsi da quella prima volta in cui quel ragazzino si è affacciato all’uscio della sua casa, Annalisa afferma senza esitazione: «Penso a tutte le mamme, ai genitori e alle persone che potrebbero accogliere un bimbo nella propria vita. Per aiutarlo nel fare i compiti, per offrirgli un pasto caldo oppure un passaggio da scuola a casa. I bisogni sono tanti, le richieste sono continue...». Per questo esorta a mettere da parte la paura, e ad avvicinarsi al mondo dell’affido familiare, lasciando unicamente al cuore la facoltà di esprimersi e agire. Invita a intraprendere la scelta di diventare mamma, pure per altri figli, per scoprire legami che possono sorprendere. Per informazioni sull’associazione Famiglie per l’accoglienza, tel. 340.6041515, email segreteria.veneto@famiglieperaccoglienza.it. 

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