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Affidi illeciti, "non infangare il lavoro di comunità e famiglie"

La responsabile Infanzia del Cnca, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza: "Evitare improprie generalizzazioni e strumentalizzazioni". Forum famiglie: "Un caso come questo non può fermare l'istituto dell'affido"

Parole chiave: Affidi illeciti (1), Minori (3)
primo piano in cui sono visibili dorsi di mani

ROMA - No alle strumentalizzazioni, alle generalizzazioni e ai processi sommari contro l'istituto dell'affido. E' la raccomandazione che arriva dalle associazioni che si occupano di minori e famiglie dopo i fatti di cronaca dell’inchiesta “Angeli e demoni” condotta dai carabinieri di Reggio Emilia. 
"Siamo certamente allarmati di fronte a quanto finora emerso e, laddove siano stati commessi abusi e reati quali quelli contestati, i responsabili devono risponderne”. Lo dichiara Liviana Marelli, responsabile Infanzia, adolescenza e famiglie del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca). “Nessuna difesa per coloro che avrebbero operato a danno dei bambini e dei ragazzi negando diritti e rispetto per ogni minorenne e per ogni famiglia – prosegue Marelli - . La presenza di una indagine giudiziaria chiede, però, a tutti di sospendere il giudizio nell’attesa degli esiti dell’attività dei preposti organi inquirenti". 
"Ciò che ci preme sottolineare – sottolinea la responsabile - è che questa vicenda non sia utilizzata come un'ulteriore occasione per infangare il lavoro costante, quotidiano di molte comunità e di tante famiglie affidatarie che con passione, responsabilità e competenza accolgono e accompagnano bambini e ragazzi verso un futuro possibile e nel loro superiore interesse. Occorre, quindi, evitare improprie generalizzazioni e strumentalizzazioni facendo di tutta l'erba un fascio". "Il sistema della tutela, dell’accoglienza e dell’accompagnamento dei minorenni e delle loro famiglie – con particolare riferimento alle situazioni di vulnerabilità e fragilità – conclude Marelli - richiede senza dubbio politiche chiare, continuative e capaci di sostenere le competenze genitoriali e prevenire l’allontanamento dei bambini e dei ragazzi dalle famiglie d’origine e contestualmente garantire la buona qualità dell’accoglienza ben utilizzando le procedure e le modalità di verifica e controllo già normativamente previste". 
"Chi ha sbagliato deve pagare e i controlli in questo ambito devono essere ampliati e moltiplicati, per evitare il ripetersi di nefandezze come queste, perché i bambini sono il futuro del nostro Paese e del mondo", commenta il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo. Tuttavia, "un caso come questo non può fermare l’istituto dell’affido familiare, ma deve anzi rilanciare il tema dell’accoglienza, che rappresenta una scelta d’amore, per i bambini accolti e per le famiglie che la compiono”. 
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