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Un’oasi di cultura all’ora di pranzo

Con Quante storie Rai 3 consacra l’ora del pranzo alla presentazione di un libro. Questo appuntamento, infatti, pur mutando titolo – da Le Storie - Diario Italiano a Pane quotidiano – ha sempre un identico format: un conduttore, un volume (generalmente un saggio o romanzo storico) fresco di stampa, un autore e una scolaresca...

Parole chiave: Quante storie (1), Rai 3 (4)
Un’oasi di cultura all’ora di pranzo

Con Quante storie Rai 3 consacra l’ora del pranzo alla presentazione di un libro. Questo appuntamento, infatti, pur mutando titolo – da Le Storie - Diario Italiano a Pane quotidiano – ha sempre un identico format: un conduttore, un volume (generalmente un saggio o romanzo storico) fresco di stampa, un autore e una scolaresca.
Il programma, giunto alla quarta edizione, dopo le prime condotte da Corrado Augias con il suo fare da professorone smagato che esamina gli alunni, ora con Giorgio Zanchini (nella foto), voce ben nota agli ascoltatori di Radio 1, assume un tono da conversazione tra persone desiderose non di imporre la propria idea, ma eventualmente anche di poter dissentire da quella degli altri. Vengono affrontati i grandi temi che da sempre accompagnano la vicenda umana sia a livello locale che universale. La conversazione in studio è intervallata da filmati, talora degli interessanti pezzi rari d’archivio, che vanno a supportare quanto si va dicendo. Con qualche fatica i giovani presenti davanti alle telecamere riescono a esprimere il loro punto di vista, magari diverso dal pensiero della maggioranza. Attraverso i social media, però, anche il pubblico da casa riesce a fare in modo che il testo presentato, più che trovare lettori pronti a magnificarne lo stile e i contenuti, possa essere fatto oggetto di comparazione critica da parte di persone che la pensano diversamente. In modo particolare colpisce come il conduttore e l’ospite conversino tra loro senza che nessuno si accavalli sull’altro o il pubblico si mostri arrogante o tenda a esasperare i toni. Davvero una piccola oasi in mezzo ai clamori sempre più eclatanti di altri programmi dove “vince” chi grida più forte.
L’Auditel gli assegna uno share attorno al 6%, un buon risultato per un orario di sicuro non facile. Il dibattito intorno a temi di così grande spessore umano e culturale, tuttavia, non dovrebbe essere appannaggio unicamente dei giovani, quasi che essi siano i soli ad avere il diritto-dovere di affrontare le grandi questioni della società con un respiro un po’ più ampio delle cocenti necessità dettate dalla politica. Per dare l’importanza che meritano, i molti argomenti discussi andrebbero svincolati dai banchi della scuola per farli approdare ai salotti degli adulti.

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