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Adulti immaturi che suscitano un sorriso

Dopo il film Immaturi è approdata sugli schermi televisivi di Mediaset la serie che porta lo stesso identico titolo e si rifà a un gruppo di persone adulte chiamate a rifare l’esame di maturità a causa di un disguido burocratico.

Parole chiave: Spiato in tv (121), Giuseppe Begnigni (48), Immaguri - La serie (1)
Adulti immaturi che suscitano un sorriso

Dopo il film Immaturi è approdata sugli schermi televisivi di Mediaset la serie che porta lo stesso identico titolo e si rifà a un gruppo di persone adulte chiamate a rifare l’esame di maturità a causa di un disguido burocratico. Questi studenti ormai cresciuti tornano perciò sui banchi di scuola insieme con gli alunni regolari che hanno vent’anni meno di loro, mentre in cattedra siedono i loro coetanei. Con queste premesse ce n’è abbastanza perché si snodi una divertente trama secondo la miglior tradizione della commedia all’italiana. Si alternano, dunque, sul piccolo schermo, tentativi di corruzione degli insegnanti, continue impreparazioni alle interrogazioni e alle verifiche scolastiche, intrecci amorosi e la voglia di farsi vedere realizzati rispetto ai propri colleghi di avventura. Il regista ha riunito nel cast molti attori beniamini del pubblico televisivo, da Richy Memphis a Maurizio Mattiolo, da Nicole Grimaudo a Sabrina Impacciatore. Il tono sicuramente leggero della narrazione rende godibile questa produzione che non ha pretese di essere formativa o raccontare grandi e intricate storie d’amore. Essa appare il prolungamento di una fortunata serie di pellicole balneari, dove regna la goliardia e con essa la superficialità. Nessuno dei personaggi proposti gode di un benché minimo approfondimento di personalità, tutto si muove sul piano del sentimento e dello spontaneismo. Ogni puntata propone delle gag esilaranti, mostra degli adulti che sono immaturi non tanto perché privi del diploma conseguito superando l’esame di Stato, ma perché nella vita hanno combinato ben poco di quanto si aspettavano allora. Le fragilità, i sensi di colpa per non avere raggiunto uno scopo, i fallimenti nel frattempo raccolti ma mai dichiarati agli altri, rendono i protagonisti vicini ai telespettatori che non si confrontano con i supereroi o i personaggi oleografici additati a modelli, ma con la meschinità del vivere quotidiano. L’escamotage del ritorno a scuola fa emergere quanto, in definitiva, a distanza di tanti anni poco si sia capito di ciò che era stato insegnato.
Il palinsesto mette in diretta concorrenza questa serie con Superbrain, un programma dove appaiono, invece, persone che dimostrano le loro capacità sfruttando le potenzialità della mente. Il distacco nello share tra cervelloni e immaturi è solo del 3%, segno che la classe scolastica o, meglio, il pubblico da casa si divide in modo quasi eguale tra secchioni e alunni scarsi ma simpatici.

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