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Nel 2030, con Pruzzo capo dello Stato...

Luca Dalla Vecchia - Stefano Savastano
Codice 1982. Con la partecipazione straordinaria del “bomber” Roberto Pruzzo
Bibliotheka Edizioni - Roma 2019
pp. 230 - Euro 16

Parole chiave: Libro (35), Codice 1982 (1), Calcio (96)
Nel 2030, con Pruzzo capo dello Stato...

Roberto Pruzzo presidente della Repubblica? Ma quel Pruzzo “o rey de Crocefieschi” che con la Roma ha vinto quattro Coppe Italia e lo scudetto del 1983, segnando con la maglia giallorossa 138 reti, di cui 106 in Serie A?
Sì, è lui, ma è il protagonista di un romanzo, Codice 1982, scritto a quattro mani dal bustocco Stefano Savastano e dal veronese Luca Dalla Vecchia. La vicenda è ambientata nel 2030, anno in cui, a causa di un black-out tecnologico originato dal furto di un codice, non è più possibile visualizzare immagini su qualsiasi dispositivo, dal computer alla televisione. Stati Uniti, Germania e Cina sono le nazioni chiamate a risolvere questo problema e lo fanno a Paestum, nell’ambito di un G3 organizzato dal presidente italiano, che nel 2030 è appunto Roberto Pruzzo. Il quale, lo ricordiamo, nel 1982 aveva vinto la classifica dei marcatori della Serie A con 15 reti, ma Bearzot gli aveva preferito Paolo Rossi che, a seguito della squalifica per il calcioscommesse, aveva giocato solo le ultime tre partite di campionato con la Juventus. Rossi, nel mondiale spagnolo poi vinto, segnerà sei reti, di cui tre al Brasile nel famoso 3-2 al Sarrià del 5 luglio, ma al bomber giallorosso la scelta del commissario tecnico non è mai andata giù. I due autori hanno così voluto offrirgli una rivincita, trattandosi di un uomo generoso “in campo e nella vita”, pronto a tentare di risolvere una situazione complicata per l’umanità intera utilizzando gli ingredienti di quel successo calcistico. Il Mondiale del 1982, infatti, è il momento più significativo di quell’epoca e, al tempo stesso, ne rappresenta una metafora: una squadra che dopo le difficoltà iniziali  (tre brutti pareggi nel girone eliminatorio) si ricompatta e compie un’impresa sportiva.  
Il romanzo è pieno di allusioni e riferimenti a calciatori e film di quel periodo, con una critica al mondo di oggi, “un mondo malato di immagini digitali, in cui queste costituiscono per l’uomo l’unica cura possibile per sfuggire alla sofferenza, ma che lo riportano al cospetto dello stesso virus che gli impedisce di guarire”. Perché forse il nocciolo centrale di questo romanzo di fantascienza è proprio questo: i social, adesso, sono i principali canali attraverso cui ci arrivano notizie che contribuiamo a rendere virali in un continuo e dipendente Fomo (acronimo di fear of missing out, il bisogno di essere sempre connessi per la paura di perderci una sola di queste notizie); ma la possibilità di essere sempre in contatto ha paradossalmente aumentato la paura anziché placarla, rendendoci controllori e controllati.
Per chi è nato prima degli anni Novanta, alcune pagine di questo Codice 1982 si leggono con un nodo alla gola e con una nostalgica rabbia per quel mondo analogico dove bomber Pruzzo giocava un calcio bello e felice.

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